Gioco
Comune e Guardia di finanza: verifiche a tappeto
Un protocollo anti-furbetti controlli sulle autocertificazioni
Alfredo Faetti
2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Un protocollo d'intesa contro i "furbetti", firmato dal sindaco Lidia Bai e dal comandante della guardia di finanza di Grosseto Fernando Greco e al tenente di Follonica Giuseppe Sciarretta. Così Comune e fiamme gialle, vogliono garantire la corretta erogazione dei servizi sociali al cittadino. Sono due gli obiettivi di questo protocollo: l'attenzione alla spesa, visto il bilancio, e l'intenzione di non aumentare i costi nei servizi al cittadino. «Vogliamo tutelare chi veramente ha bisogno» spiega Bai. Del resto, gli aiuti pubblici per mensa, libri, trasporto scolastico, alloggi e così via hanno dei costi e i servizi devono essere indirizzati verso chi veramente ne ha bisogno. Per questo Comune e finanza hanno stretto quest'intesa, con l'ente pronto a fornire tutti i tabulati dei beneficiari nel caso avesse qualche dubbio sul singolo caso alle fiamme gialle, che, grazie alle propria funzione, avrà le capacità per fare le giuste verifiche. «Il Comune, per erogare questi servizi, non può che basarsi sulle dichiarazioni dei cittadini» spiega Greco, ossia l'Isee, dato che i servizi vengono concessi in base ai propri redditi. Ed è su questo che si baserà la verifica: sui redditi, dato che, come dice il comandante, «le cose evolvono». «Mettiamo il caso di una famiglia in una casa popolare con cinque figli - continua - Col passare degli anni questi ragazzi crescono, vanno a lavoro e creano profitto. A quel punto il reddito della famiglia deve essere aggiornato per capire se i parametri rientrano sempre in quelli per l'erogazione dei servizi». Casi simili possono essere anche i lavori a nero non registrati nell'Isee, che un cittadino può tenere nascosti in modo da non farne uscire i profitti alla luce e continuare a usufruire degli aiuti del Comune. Ma su questi aspetti, com'è ovvio, «un controllo già esiste» spiega Greco, «lo abbiamo solo rafforzato». E questa intesa «non deve essere vista come una minaccia - sottolinea il sindaco Bai - Bensì come una tutela per chi chiede onestamente un aiuto». Giacomo Michelini, assessore al bilancio, lo definisce un «deterrente», in grado di prevenire false dichiarazioni. Il protocollo, poi, viene anche in aiuto delle persone: «se un cittadino ha dei dubbi sulle sue dichiarazioni Isee, può venire a chiedere in Comune» spiega Bai. Tutta questa operazione ha l'esplicito scopo di combattere l'evasione tributaria, in modo da garantire che i soldi versati dal Comune vadano nelle tasche di chi ha davvero bisogno e non di chi cerca di aggirare le norme. Precedenti significativi non ci sono a Massa e ora, forse, scompariranno del tutto.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google