Italia
Truffa a due gioiellerie: in manette
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BRACCIALE. Venduto per 450 euro Ha venduto un bracciale in acciaio come se fosse oro bianco Arrestato dalla polizia dopo la segnalzione e condannato a 4 mesi
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GROSSETO. Un bracciale in acciaio venduto a gioiellieri grossetani per 450 euro come se si trattasse di un prezioso in oro bianco invece della volgare lega che annerisce quando si cerca di fonderlo. Era questo il piano del trentaseienne che ieri ha truffato due commercianti. Lo hanno arrestato gli agenti della squadra anticrimine quando dopo il primo raggiro, intorno alle 17.15, stava cercando di fare il bis in una gioielleria distante solo qualche decina di metri dalla precedente. Ad insospettirsi è stato il gioielliere appena truffato che dopo aver consegnato 450 euro al venditore è uscito dal negozio per un caffè e si è accorto che lo stesso venditore era entrato in un'altra goielleria e in mano aveva lo stesso (presunto) monile. «Sul bracciale - spiega il capo della squadra mobile Patrizio Canale Parola - c'erano tutti i segni dell'autenticità: la caratura, la sigla del produttore, la pinzonatura e la risposta positiva ai reagenti chimici». Un trucco svelato soltanto quando uno dei due gioiellieri ha cercato di fondere il bracciale. «A quel punto - raccontano dalla questura mostrando la cavia - il metallo invece di sciogliersi si è annerito svelando la propria falsità». Dietro all'arresto di Michele D'Atri, nato a Salò ma residente a Brescia, c'è però un giallo e riguarda il denaro intascato dal presunto truffatore dopo il primo raggiro. Quando gli agenti lo hanno fermato e perquisito - confermano dalla polizia - addosso non aveva soldi. Possibile che sia riuscito a sbarazzarsi del denaro in così poco tempo? La tesi degli inquirenti è che assieme al trentaseienne con precedenti proprio per truffa, l'ultimo dei quali a marzo in Olanda, ci fosse anche un complice. Probabilmente dopo aver fregato il primo gioielliere il palo ha intascato il denaro e si è allontanto, motivo per cui gli investigatori non hanno trovato prova della compravendita. Dopo una notte in carcere D'Atri è stato processato ieri dal giudice Compagnucci che lo ha condannato a 4 mesi (pena sospesa ndr) e a restare a casa dalle 21 alle 7 del mattino, proprio quando i gioiellieri sono chiusi. (f.l.)
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