Finanza
Braccio di ferro e nervi tesi sulle biglietterie da rimuovere in piazzale Candi
«Ho querelato Cerulli»
Elisabetta Giorgi
◗
SINDACO. Arturo Cerulli Il titolare della Veganave: mi ha insultato in municipio
2 MINUTI DI LETTURA
PORTO S. STEFANO. Qualche parola di troppo volata in Comune, nervi a fior di pelle e il sindaco Arturo Cerulli finisce con una denuncia ai carabinieri per ingiuria. Durante un'accalorata assemblea in municipio a Porto santo Stefano, martedì mattina, Cerulli avrebbe insultato il titolare della Veganave, Paolo Loffredo, mentre facevano il punto sullo sgombero delle biglietterie da piazzale Candi. Casus belli il braccio di ferro tra i tre ticket office gestiti da Vegastar, Maregiglio e Toremar, di cui il Comune stesso ha ordinato lo sgombero/demolizione per riqualificare l'area. Martedì mattina Cerulli ha convocato i gestori per decidere le modalità degli spostamenti. «Noi pensavamo che ci desse tempo fino al 30 settembre - dice Loffredo - ma non solo non ci ha dato alcun margine per sgombrare, ma ci ha pure trattato male». Davanti a testimoni sarebbero volate parole grosse. «A questo punto abbiamo messo tutto in mano alla giustizia, le carte all'avvocato». Il sindaco è stato denunciato ai carabinieri di Orbetello per ingiurie. Ieri, in conferenza sulla motonave Revenge (unica nave ecologica d'Europa), il 52enne comandante col passato da amministratore si è sfogato. «Mi sono pentito di aver creduto in Cerulli. Il sindaco sta portando l'Argentario sull'orlo del fallimento. Non abbiamo più una lira, le aziende chiudono per colpa sua. Io sono costretto a licenziare i dipendenti. Domani (stamani, ndr) sarà il Comune stesso a sdraiare le biglietterie di piazzale Candi con le ruspe», facendo seguito alla sua ordinanza. Una decisione a cui l'imprenditore si era opposto chiedendo una sospensiva al Tar, che però l'ha negata dando ragione al Comune. Dunque via libera alla rimozione, programmata per oggi, mentre l'imprenditore promette battaglia al Consiglio di Stato. L'ufficio si sposterà a 300 metri, coperto dai palazzi e condannato, secondo Loffredo, a morte sicura. Sono 7 anni che «siamo in causa col Comune. Il sindaco sta portando l'Argentario sull'orlo del fallimento, togliendo le biglietterie dal punto in cui partono le navi. Il suo comportamento sta provocando il caos. Moriamo di fame, non c'è una lira, c'è una crisi generalizzata incredibile: poteva aspettare a settembre a chiudere, a quel punto la stagione sarebbe finita. E invece no: non solo non ha voluto dare una proroga, ma con atto di forza ci toglie tutto e subito. Così ci uccide».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
