Il Tirreno

Grosseto

Una ventina di casette irregolari verso la demolizione

Feniglia, ultimi sopralluoghi prima dell'abbattimento

Claudia Della Verde
Feniglia, ultimi sopralluoghi prima dell'abbattimento

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 ORBETELLO. Spiriti bollenti nella spiaggia orbetellana infuocata dal sole della Feniglia, dove la questione capannelli si ripropone con nuovi sviluppi. Ieri mattina la ditta Laurenti Marino ha svolto un altro sopralluogo per accertarsi se fossero state messe le recinzioni sulle strutture da abbattere.  «Per il momento non possiamo ancora operare - afferma l'ingegnere addetto ai lavori di demolizione - Dobbiamo aspettare il responso dell'Asl e la relativa pratica per lo smantellamento e smaltimento dei materiali in eternit». La risposta dell'Asl è attesa tra una decina di giorni, ma le proroghe sono diventate decisamente la regola, in questa vicenda.  Primi a spingere per trovare un accordo con i due Comuni (quello di Orbetello che con la nuova amministrazione sembra essere dalla parte dei cittadini in protesta, e quello di Monte Argentario assolutamente pronto all'abbattimento) sono gli "occupanti", cioè tutte quelle persone che, dagli anni '50 in poi, hanno avuto in gestione il terreno pagando annualmente una tassa di occupazione del suolo pubblico. C'è chi, tra gli interessati che dovranno lasciare la propria casetta, non nasconde la propria rabbia. «Siamo qua a chiederci come sia possibile che queste amministrazioni possano procedere senza fornirci i dovuti documenti e le eventuali delibere», affermano alcuni di loro. Poi lasciano proseguire il portavoce del gruppo degli "abusivi", Saverio Murzi: «Vorrei sapere con quale autorità il Comune di Monte Argentario ha agito stamattina (ieri mattina, ndr) senza un'ordinanza ma con una semplice delibera di spesa, con su scritto che la stessa verrà ripartita con il Comune di Orbetello».  «Peccato - continua - che quest'ultimo voglia sciogliere il protocollo d'intesa stipulato dalla vecchia amministrazione e non abbia i fondi necessari per supportare i relativi costi. Crediamo fermamente che, dietro tutta questa fretta nel voler sgomberare, ci sia un caso di speculazione».  I cittadini, convinti che la questione sollevata dal Comune argentarino rasenti l'illegalità, si sono rivolti dunque a un avvocato, versando un contributo pari a 1440 euro per famiglia, e stanno procedendo affinché sia fatta luce sulla vicenda. «Un'eventuale nostra proposta - dichiara Murzi - prevedeva un lavoro di riqualificazione dell'intero lotto 2. La volontà di accollarci le spese per tutto questo è ancora valida».  In tutta questa vicenda non sono mancati screzi tra occupanti e stabilimenti balneari. Franco Incordino, titolare del Tridente, racconta che «tutto cominciò quando i proprietari delle casette pretesero anche i parcheggi; da allora è iniziata una guerra sterile tra noi, che non siamo prevenuti nei loro confronti, e alcuni individui che sono arrivati ad accusarci di aver scritto una lettera anonima al Comune denunciante tutte le irregolarità di queste strutture».  Altra voce sul fronte delle costruzioni abusive è Vittorio Giacomelli, presidente del Consorzio La Feniglia, che ha palesato tutto il suo sdegno sul degrado della spiaggia causato anche dalla cosiddetta "casba". «Abbiamo rifiutato la bandiera blu, rilasciata dalla Fee (Foundation for Enviromental) al Comune di Monte Argentario - dice Giacomelli - perché crediamo di non disporre dei requisiti auto certificati dall'amministrazione locale. La baraccopoli con i 2mila mq di amianto e quasi 90 casette abusive con fogne a perdizione nella sabbia sono solo alcuni dei motivi per cui non possiamo accettare il riconoscimento». Insomma. «É una questione di onestà nei confronti dei villeggianti che trascorrono le vacanze nelle nostre strutture turistiche».  

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