Il Tirreno

Grosseto

Campagnatico. Un anno all’architetto Migliorini in qualità di responsabile dell’ufficio urbanistica

Abuso d'ufficio, funzionario condannato

<b>GIUDICE.</b> Marco Mezzaluna
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GIUDICE. Marco Mezzaluna

«Illegittima la sanatoria da lui concessa per le villette di Sant'Antonio»

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 CAMPAGNATICO. L'architetto Paolo Migliorini, 54 anni, abitante a Montorsaio, è stato condannato a 1 anno (non menzione e sospensione) per abuso d'ufficio relativamente alla sanatoria rilasciata per le 12 villette di Sant'Antonio in favore di Giuseppe Concu (già processato e condannato l'anno scorso per gli abusi).  Migliorini era sotto accusa in qualità di responsabile dell'ufficio urbanistica del Comune di Campagnatico (i fatti sono del settembre 2008): in tale veste aveva rilasciato il permesso a costruire per il complesso metto sotto sequestro dalla guardia di finanza. Un permesso che, secondo il giudice, Migliorini non poteva concedere.  Il processo si è tenuto davanti al giudice dell'udienza preliminare Mezzaluna con il rito abbreviato: il pm Pizza aveva chiesto 1 anno, 8 mesi e 400 euro. Il difensore Giuseppe Tigli l'assoluzione per la mancanza dell'elemento psicologico o dell'ingiusto profitto. La difesa potrà adesso presentare ricorso contro le motivazioni adesso depositate, che prevedono anche la confisca dell'immobile abusivo, come del resto disposto anche nel precedente procedimento. Migliorini è stato interdetto dai pubblici uffici per un anno.  Il giudice giudica il funzionario colpevole perché questi sapeva bene - ve n'è anche traccia scritta - che si trattava di una lottizzazione abusiva e che la sanatoria a quelle stalle diventate villette (superficie, volumetrie, altezze e numero di piani superiori) non poteva essere rilasciata. E invece Migliorini sarebbe andato avanti con un atto dalla «macroscopica illegittimità», nonostante mancasse la cosidetta doppia conformità e nonostante il parere contrario della commissione comunale: non c'è dubbio che volesse procurare «un vantaggio patrimoniale ingiusto a vantaggio di Concu». Migliorini si sarebbe mosso «in un clima di forti interessi economici», con «la piena consapevolezza della posta in gioco e degli interessi coinvolti». Pressioni da parte degli amministratori, secondo il giudice, inserite in un «torbido quadro» di mazzette o promesse illecite in cambio di atti positivi in favore di Concu. Perché gli amministratori non volevano «deludere Concu nelle sue speculazioni edilizie. In questo contesto a Migliorini dovevano giungere una serie di sollecitazioni da parte dei vertici comunali».  L'architetto avrebbe manifestato e attuato l'idea del permesso condizionato alla demolizione delle opere e in una sua lettera a Concu dimostra «la piena consapevolezza di agire contra legem e la colontà di trovare una soluzione positiva, che poi verrà trovata, per aiutare il privato». P.S.

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