Attenzione
Valle con la bandiera a mezz'asta
Fra.G.
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IL FUNERALE. Si svolgerà oggi alla chiesa di Borgo Carige Il nonno Renato era capitano: «Siamo disperati»
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PORTO SANTO STEFANO. Lui, la sua nipotina, l'aveva aspettata per anni. Poi, otto mesi fa, la gioia di diventare nonno, nonostante suo figlio Francesco e sua nuora Barbara avessero deciso di trasferirsi a Viareggio. Renato Terramoccia, Marina l'aveva vista nascere. «Era una bambina bellissima e sana come un pesce - dice il nonno - è impossibile che sia successa una cosa del genere. Non ce ne possiamo fare una ragione». Francesco e Barbara si conoscevano da vent'anni. E da allora non si erano più lasciati. Francesco aveva imparato il mestiere dal babbo Renato e a Viareggio c'era andato per lavorare nei cantieri nautici. Aveva aperto una ditta per conto suo. «Poi c'è stata la crisi - dice Renato - ma mio figlio si è rimboccato le maniche. C'era una bambina in arrivo e c'era soltanto da essere contenti». Marina, poi, è nata. Riempiendo di gioia Francesco e Barbara, i loro genitori, i loro fratelli e sorelle. «Mia moglie Elda ogni poco partiva da Santo Stefano per andare a Viareggio a dare loro una mano - dice - Marina stava bene, cresceva. Poi quattro mesi fa la bambina ha cominciato a non stare più bene, e noi siamo piombati nel dolore più forte che si potesse provare». La voce di Renato non può restare ferma. Ieri era rimasto a casa, a Porto Santo Stefano. Sua moglie Elda era a Firenze, al Meyer. Tornerà solo oggi, con il feretro bianco, quello che accompagnerà il corpo della sua nipotina alla chiesa di Borgo Carige a Capalbio. Alle 15, in chiesa, saranno tanti a voler salutare la piccola Marina. Ieri alla sede del rione Valle la notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno. Non tutti sapevano che la piccina era ricoverata. E come si fa nel codice del mare, in quel codice che non è scritto da nessuna parte ma arriva dal cuore, la bandiera del rione ai giardinetti è stata calata a mezz'asta. Un gesto, questo, che viene riservato ai capitani, quasi mai ai familiari di chi rema o di chi comanda. Renato Terramoccia però, capitano lo è stato a lungo. E il rione Valle, per anni, è stato casa sua. Il rione ieri, ha voluto rendere al suo ex capitano un po' di quell'amore che l'anziano aveva donato alla sua squadra. Ai suoi remieri, quelli che al palio non si risparmiano pur di arrivare al traguardo. Piangeva, ieri, nella sua casa. «La mia Marina era una bambina meravigliosa, non è possibile che non possa più abbracciarla». Un nonno disperato, una nonna che deve cercare di far forza anche a suo figlio. Una famiglia distrutta dal dolore. «Mia nuora Barbara fa la maestra d'asilo - dice - amava i bambini. Con Marina avevano coronato il loro sogno. Ora questa tragedia che non ci dà nemmeno il tempo di pensare a cosa sarà dopo. Sappiamo solo che Marina non è più qui con noi».
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