Sicurezza
Torna l'incubo "Spaccalunotti"
Federico Lazzotti
Quattro cristalli distrutti in 4 giorni. C'è un sospettato. Via ai controlli
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I lunotti di quattro auto in frantumi negli ultimi quattro giorni: i primi due sabato in via Saffi, altri due ieri, il primo lungo viale Sonnino, l'altro in via Etruria. A distanza di otto mesi dall'ultima serie di vandalismi - era l'inizio di dicembre - torna tra i proprietari di auto il timore di svegliarsi al mattino, scendere di casa per andare al lavoro e trovare il cristallo posteriore della propria macchina spaccato.
Dopo le denunce dei proprietari, carabinieri e polizia sono al lavoro per cercare di risalire all'autore degli ultimi colpi. Ma in cima alla lista dei sospettati un nome già c'è. È quello di Gino Fatarelli, 56 anni, ex infermiere già condannato per reati simili compiuti tra Castiglione della Pescaia, Arcidosso, Follonica e Grosseto e per questo ribattezzato "Spaccalunotti".
Fatarelli era uscito dal carcere di Grosseto la settimana scorsa, con un mese e mezzo di anticipo rispetto alla data stabilita. In più - e questo è un altro elemento che avvalora la teoria degli investigatori - le tre strade dove sono avvenuti i raid sono tra quelle più colpite in passato da "Spaccalunotti". Un'altra pista sulla quale, nonostante i molti dubbi, lavorano gli investigatori, riguarda un possibile emulatore che attraverso il ritorno in libertà di Fatarelli stia cercando una copertura ai propri danneggiamenti.
Già in passato - era il dicembre 2009 - in seguito a una quarantina di vandalismi ai danni di altrettante macchine in sosta nella zona dell'Alberino venne arrestato Bruno Bellucci, allora cinquantunenne, che in un primo momento confessò per poi ritrattare davanti al giudice sia le rigate sulle fiancate che i vetri in frantumi.
Anche in quel caso dietro ai raid poteva esserci lo zampino di un complice che nessuno ha mai escluso potesse essere proprio "Spaccalunotti".
Dopo le denunce dei proprietari, carabinieri e polizia sono al lavoro per cercare di risalire all'autore degli ultimi colpi. Ma in cima alla lista dei sospettati un nome già c'è. È quello di Gino Fatarelli, 56 anni, ex infermiere già condannato per reati simili compiuti tra Castiglione della Pescaia, Arcidosso, Follonica e Grosseto e per questo ribattezzato "Spaccalunotti".
Fatarelli era uscito dal carcere di Grosseto la settimana scorsa, con un mese e mezzo di anticipo rispetto alla data stabilita. In più - e questo è un altro elemento che avvalora la teoria degli investigatori - le tre strade dove sono avvenuti i raid sono tra quelle più colpite in passato da "Spaccalunotti". Un'altra pista sulla quale, nonostante i molti dubbi, lavorano gli investigatori, riguarda un possibile emulatore che attraverso il ritorno in libertà di Fatarelli stia cercando una copertura ai propri danneggiamenti.
Già in passato - era il dicembre 2009 - in seguito a una quarantina di vandalismi ai danni di altrettante macchine in sosta nella zona dell'Alberino venne arrestato Bruno Bellucci, allora cinquantunenne, che in un primo momento confessò per poi ritrattare davanti al giudice sia le rigate sulle fiancate che i vetri in frantumi.
Anche in quel caso dietro ai raid poteva esserci lo zampino di un complice che nessuno ha mai escluso potesse essere proprio "Spaccalunotti".
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