Il Tirreno

Grosseto

Torna l'incubo "Spaccalunotti"

<strong>VIALE SONNINO.</strong> L’ultima macchina colpita la notte scorsa
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VIALE SONNINO. L’ultima macchina colpita la notte scorsa

Quattro cristalli distrutti in 4 giorni. C'è un sospettato. Via ai controlli

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GROSSETO. I lunotti di quattro auto in frantumi negli ultimi quattro giorni: i primi due sabato in via Saffi, altri due ieri, il primo lungo viale Sonnino, l'altro in via Etruria. A distanza di otto mesi dall'ultima serie di vandalismi - era l'inizio di dicembre - torna tra i proprietari di auto il timore di svegliarsi al mattino, scendere di casa per andare al lavoro e trovare il cristallo posteriore della propria macchina spaccato, aprire la portiera e vedere nell'abitacolo il masso con il quale, solo qualche ora prima, è stato distrutto il vetro.  Dopo le denunce dei proprietari, carabinieri e polizia sono al lavoro per cercare di risalire all'autore degli ultimi colpi. Ma in cima alla lista dei sospettati un nome già c'è. È quello di Gino Fatarelli, 56 anni, ex infermiere già condannato per reati simili compiuti tra Castiglione della Pescaia, Arcidosso, Follonica e Grosseto e per questo ribattezzato "Spaccalunotti".  La teoria degli investigastori si basa prima di tutto su una semplice constatazione temporale: l'uscita dal carcere di Grosseto la settimana scorsa di Fatarelli con un mese e mezzo di anticipo rispetto alla data stabilita, e quest'ultima ondata di danneggiamenti.  In più - e questo è un altro elemento che avvalora la teoria degli investigatori - le tre strade dove sono avvenuti i raid sono tra quelle più colpite in passato da "Spaccalunotti".  Spiega una fonte investigativa: «Fatarelli ha l'obbligo di restare a casa dalle 21 alle 7 del mattino dunque nel caso fosse lui l'autore degli ultimi danneggiamenti e non volesse rischiare di finire di nuovo dentro, dovrebbe agire la mattina molto presto».  È stato proprio il non aver ottemperato all'obbligo di rimanere a casa dopo le 21 che l'11 dicembre scorso costò l'arresto e la successiva condanna a 8 mesi di carcere all'ex infermiere. A questa - conferma il suo legale Alessandro D'Amato - si è poi aggiunta un'altra sentenza per danneggiamenti che ha fatto lievitare la pena di dieci giorni. «Ha usufruito della liberazione anticipata - prosegue il legale - fissata 45 giorni prima della fine della pena».  Un'altra pista sulla quale, nonostante i molti dubbi, lavorano gli investigatori, riguarda un possibile emulatore che attraverso il ritorno in libertà di Fatarelli cerca una copertura ai propri danneggiamenti.  Già in passato infatti - era il dicembre 2009 - in seguito a una quarantina di vandalismi ai danni di altrettante macchine in sosta nella zona dell'Alberino venne arrestato Bruno Bellucci, allora cinquantunenne, che in un primo momento confessò per poi ritrattare davanti al giudice sia le rigate sulle fiancate che i vetri in frantumi.  Anche in quel caso dietro ai raid poteva esserci lo zampino di un complice che nessuno ha mai escluso potesse essere proprio "Spaccalunotti".  I due, infatti, si erano conosciuti vent'anni prima in carcere e si erano incontrati di nuovo al cimitero di Sterpeto dove ogni giorno andavano a portare un fiore ai propri cari scomparsi in quel periodo. È in quel contesto che sarebbe nato l'accordo criminale tra i due. Adesso la caccia riparte. L'unica certezza arriva dagli inquirenti che promettono maggiori controlli del territorio per cercare di scoraggiare l'autore.

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