Proteste
Castiglione. Blitz della guardia costiera vicino a uno stabilimento balneare di Rocchette
Sequestrata merce dai marchi contraffatti
Enrico Giovannelli
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SEQUESTRO Alcuni degli oggetti trovati dalla guardia costiera 2 MINUTI DI LETTURA
CASTIGLIONE. Ingente sequestro di merce, probabilmente contraffatta, da parte della guardia costiera lunedì pomeriggio sulla spiaggia delle Rocchette, a Castiglione. I militari della locale capitaneria al comando di Augusto Ferrandino, in servizio di pattugliamento sull'arenile, verso le 16,30 si sono imbattuti in un vero mercatino, proprio in uno dei luoghi più "in" di Castiglione. Adiacente allo stabilimento balneare Alessandro alcuni extracomunitari, almeno una decina, avevano in pratica messo su un vero e proprio bazar: borse di vimini, centro tavola, ombrelloni di vario colore nuovi e usati, cappelli, portafogli, borselli, cinture, braccialetti e occhiali da sole. Tutto in bella vista, ben disposto, un vero mercatino insomma. All'arrivo dei militari della guardia costiera però, gli extracomunitari non hanno esitato e se la sono data a gambe levate nella retrostante pineta, lasciando tutta la merce sul posto. I militari hanno anche provato a inseguire gli extracomunitari, considerando che la punta delle Rocchette è in sotanza un "cul de sac" senza molti sbocchi, ma non sono però riuscire ad identificarli, con il bosco che ha fatto da riparo impenetrabile. Gli uomini della guardia costiera si sono così concentrati sulla mercanzia, molta e comunque di buona fattura specialmente di vimini, effettuando il sequestro cautelare delle attrezzature, secondo quanto previsto la legge regionale 28 del 2005 e dalla legge 689 del 1981 nei confronti di ignoti. Sempre i militari della guardia costiera nel fine settimana hanno inoltre effettuato numerosi controlli. Ben 15 su terreno demaniale, elevando due verbali amministrativi: 38 per le ordinanze balneari, e 16 sulle unità da diporto, anche qui effettuando con un verbale amministrativo. Nelle ultime settimane i controlli sono aumentati. Alla base di tutto c'è la prevenzione, ma anche la necessità di consentire la legalità sia sulla spiaggia e in mare. Erano stati propri i vertici della guardia costiera nei giorni scorsi ad annunciare che sarebbe stato usato il "pugno duro" dopo un preavviso. E così è stato. Non è certo la prima volta che vengono fatti un sequestri del genere, ma sta anche al senso civico dei cittadini non cadere in tentazione, e magari avvisare le forze dell'ordine.
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