Il Tirreno

Grosseto

Geotermia. Protesta

«Respinto il consiglio congiunto»

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 ARCIDOSSO. La lista civica "Tradizione e innovazione" di Arcidosso si è rivolta al prefetto perché la sua proposta per parlare di geotermia in un consiglio comunale congiunto con Castel del Piano non era stata messa all'ordine del giorno del passato consiglio arcidossino. E invece, a Castel del piano, la civica "Per un comune di tutti", trova, questa volta, una via pacifica col sindaco Franci per discutere l'argomento.  Il motivo del contendere: le minoranze di entrambi i paesi vogliono sentir raccontare dai protagonisti cosa hanno visto in America a proposito di sfruttamento geotermico. La visita, infatti, a cui hanno partecipato vertici regionali e comprensoriali, è stata di recente al centro della polemica politica, terminata con la richiesta al prefetto per Arcidosso e finita diversamente per Castel del Piano.  Lo spiega il consigliere Sandro Ginanneschi, che afferma: «La richiesta di un consiglio congiunto era già stata inoltrata dalle opposizioni di Castel del Piano ed Arcidosso, ma non aveva avuto risultati. Invece, poi, abbiamo accettato come lista civica di Castel del Piano la proposta fatta in consiglio comunale dal sindaco Claudio Franci, di invitare all'assise esperti universitari, l'assessore regionale alla sanità, il direttore generale dell'Asl 9 ed eventualmente altre personalità competenti. Costoro, dopo le dovute spiegazioni del consigliere Ulivieri, presidente della Comunità dell'Amiata grossetana, che era uno dei visitatori degli impianti geotermici in America, ci faranno capire e ci spiegheranno i costi e i benefici dell'attività geotermica. Credo che nelle nostre realtà, specialmente in ambiti così delicati in cui emergono evidenti criticità, non sia opportuno privarsi di occasioni importanti di confronto, spiegazione ed eventuale condivisione».  «La richiesta fatta al prefetto è un atto estremo che nessuno avrebbe voluto compiere, ma che si è reso necessario per sbloccare una situazione di incomprensibile stasi che si è determinata. Non comprendo questa ostilità, questa indisponibilità e queste incertezze nei confronti del dialogo. Io ritengo, al contrario, che un'assemblea consiliare aperta in cui confluissero pure i contributi di esperti del settore sarebbe un formidabile momento di democrazia, di crescita, di entusiasmo civico e, speriamo, di concordia». (f.bon.)

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