Finanza
Il trucco più usato è cambiare città, non avvisare e subaffittare. LEpg: «Segnalate»
La difficile guerra ai furbetti
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VIA SAFFI Finestre sbarrate nella palazzina di alloggi dellEpg Molti inquilini perdono i diritti. Ma cacciarli è un'impresa
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GROSSETO. L'edilizia provinciale grossetana (Epg), è una società per azioni con il 100% del capitale pubblico che si occupa della gestione degli appartamenti Erp (edilizia residenziale pubblica). Ha un capitale sociale di 4 milioni di euro, i suoi azionisti sono i 28 comuni della provincia. Comuni che perlopiù sono anche i proprietari dei 3243 alloggi gestiti dall'Epg. Di questi circa 1600 si trovano a Grosseto, 413 a orbetello, 261 a Monte Argentario e Follonica, 68 a Pitigliano e altri sparsi nei comuni rimanenti. I canoni degli alloggi popolari sono bloccati da 15 anni, con un minimo sociale di 12,96 euro mensili e una media provinciale di 97,83 euro; mentre - fanno notare dall'Epg - i costi di gestione nel tempo sono aumentati. Nel 2010 gli investimenti per la manutenzione ordinaria e straordinaria sono stati pari al 46,13% del monte canoni (circa un milione e 800 mila euro). La legge 560 del 1993 permette l'alienazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica in una percentuale massima del 75% degli appartamenti agli assegnatari che vi abitano da almeno 5 anni e siano in regola coi pagamenti. Dal 1994 ad oggi in maremma sono stati messi in vendita circa 3000 appartamenti a un prezzo che negli anni non è mai cambiato, l'equivalente degli attuali 21mila euro. Per costruirne di nuovi occorre una cifra almeno cinque volte superiore. Inevitabilmente qualcuno se ne è approfittato, ad esempio acquistando la casa e poi rivendendola o affittandola a prezzi di mercato. Per non parlare di quegli assegnatari che, specie d'estate, subaffittano, ovviamente senza avvertire l'ente. L'unica cosa da fare in questi casi è segnalare le situazioni sospette all'Epg, che invierà sul posto la polizia municipale. Dopo una serie di sopralluoghi che verifichino la consistenza dell'illecito, hanno inizio le procedure di sfratto. Prima che l'appartamento venga sgomberato però, tra ricorsi al Tar e tempi procedurali, passano mesi. Non è un caso che in tutto il 2010 siano stati effettuati solo sei sfratti e tre in questa metà del 2011. In tutti questi casi la causa è stata la morosità dell'affitto o delle quote condominiali, mentre rilevare gli abusi è più complicato. Un'idea potrebbe essere quella di incrociare i dati dei consumi di acqua, luce e gas con il numero degli assegnatari e rilevare mese per mese la loro effettiva presenza. Ma gli uffici del Comune dicono che per questioni di privacy non è possibile analizzare le bollette. Secondo l'Epg sono molte le cause per le quali gli appartamenti restano vuoti. Lo sfratto, il decesso o la malattia dell'assegnatario, la decadenza del diritto da parte di quest'ultimo ad avere una casa popolare (tra le cause la dichiarazione di falsi requisiti, la presenza abitativa non abituale, la proprietà di altri immobili, lo svolgimento di attività illecite), le esigenze ad esempio degli inquilini portatori di handicap ad avere abitazioni con determinati servizi. Oppure, ed è l'abuso più frequente, il trasferimento in altra città senza aver comunicato il cambio di residenza. Basta che l'inquilino continui a pagare l'affitto e riesce a farla franca. Quando l'Epg torna in possesso dell'appartamento deve eseguire un sopralluogo con perizia completa di computo metrico estimativo. Predisporre una denuncia di inizio attività edilizia, e infine assegnare i lavori a una delle ditte vincitrici del bando. Per tutta la procedura occorrono mesi e in alcuni casi si supera anche l'anno. Solo ai Grosseto oltre 100 famiglie in graduatoria attendono una casa. In tutta la provincia è prevista la costruzione di nuovi alloggi popolari, nel capoluogo, alle Stiacciole, ne sorgeranno 70. Resta il dubbio che senza furbetti e con una burocrazia meno farraginosa forse non sarebbe necessario altro cemento. L.S.
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