Finanza
Carezze proibite su due bambini
In carcere un venditore ambulante di 44 anni: aveva dato 18 alias
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FOLLONICA. È sospettato di aver messo le mani addosso a due ragazzini, uno nato nel 2000 e uno nel 2001, quest'ultimo non ancora dieci anni. Carezze proibite sulle parti intime, sulla spiaggia di Levante di Follonica. È stato sottoposto a fermo e ora è in carcere. Il giudice Mezzaluna ha convalidato il fermo di indiziato cui il venditore ambulante, 44 anni, originario del Bangladesh, senza fissa dimora, era stato sottoposto per decisione del pm Leopizzi dai carabinieri della Tenenza di Follonica. «Io non ho fatto niente», ha detto ieri Abdul durante l'udienza di convalida, pochi minuti per mettere nero su bianco le sue dichiarazioni di estraneità ai fatti. Il giudice si è riservato la decisione e ha poi depositato l'ordinanza che convalida il provvedimento e che dispone la custodia in carcere: il gip ipotizza un pericolo di fuga, spiega il difensore Loredana Giuggioli. Sulle decisione pesano poi la mancanza di un domicilio stabile e anche i ben 18 alias che lo straniero ha dato in passato: un atteggiamento che a giudizio del magistrato denota la volontà di sottrarsi alla giustizia. Per il momento, in attesa che le indagini facciano chiarezza su questo episodio, Abdul deve dunque rimanere in carcere. Violenza sessuale, secondo il codice penale. E aggravata perché commessa ai danni di un bambino che non ha ancora 10 anni (pena da 7 a 14 anni) e di uno che non ne ha compiuti 14 (pena da 6 a 12): perché il venditore avrebbe messo la mano in tasca a uno dei due ragazzini (pare per chiedere se aveva i soldi per acquistare ciò che aveva esposto) e avrebbe sfiorato gli organi genitali all'altro, anche se sopra il costume o i pantaloncini da bagno. Inoltre, avrebbe espresso la propria soddisfazione con un gesto osceno, libidinoso, portando un dito all'altezza della guancia. Quattro i ragazzini (Siena, Firenze e uno del luogo - quelli oggetto delle presunte attenzioni proibite sono comunque i turisti) che venerdì intorno alle 17,30 si erano avvicinati all'ambulante, attratti dagli oggetti messi in vendita da Abdul. Ai genitori avevano raccontato quanto successo solo molto più tardi. I genitori e i bambini erano andati alla caserma della Tenenza e avevano spiegato quanto era avvenuto. I militari hanno raccolto le dichiarazioni, riscontrandone la convergenza sottolineata anche dal giudice, e hanno quindi portato i bambini di nuovo sulla spiaggia: i ragazzini non hanno avuto dubbi nel riconoscere l'ambulante. Così, nella tarda mattinata di venerdì, è scattato il fermo di indiziato. È verosimile che il prossimo passo sia un incidente probatorio per cristallizzare le dichiarazioni dei bambini. P.S.
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