Sicurezza
Arrestati tre rumeni: hanno patteggiato e sono tornati liberi
Rubano 320 chili di rame lungo la linea ferroviaria
◗
CHIARONE La stazione ferroviaria2 MINUTI DI LETTURA
CAPALBIO. Hanno patteggiato un anno e sei mesi, più 200 euro di multa (pena sospesa), i tre cittadini rumeni arrestati circa un mese fa per il furto di 320 kg di rame, portati via dal rilevato ferroviario all'altezza di Chiarone Scalo. Concluso il processo celebrato con il rito direttissimo, sono stati rimessi in libertà dal giudice Giovanni Puliatti, che ha comunque disposto la confisca degli attrezzi sequestrati all'epoca dai carabinieri del Norm di Tuscania, che li avevano fermati alle 6 del mattino del 13 giugno. Dinu Ignat, 38 anni, Ioan Mazilu, 33 anni, e Mariana Margarit, anche lei 33 anni, tutti e tre rumeni e tutti e tre domiciliati a Roma, erano a bordo di una Ford Escort, fermati sulla provinciale del Chiarone all'altezza di Pescia Romana. Anzi, l'auto si era fermata 50 metri prima del posto di controllo dei militari, verosimilmente per sfuggire. I militari erano comunque intervenuti: e sul sedile posteriore, dove la donna stava riposando, avevano scoperto sette borsoni contenenti i 320 kg di rame. Lo stessi avevano confessato di averli sottratti poco prima tra il palo 10 e il palo 11 della stazione ferroviaria. L'accusa (in aula sostenuta dal pm Stefano Pizza) aveva contestato le aggravanti dell'orario notturno e della violenza (perché le linee elettriche erano state tranciate) e anche il fatto di aver rimosso le guaine di copertura dai cavi di rame. Il gip aveva all'epoca convalidato gli arresti e aveva lasciato i tre in carcere: ora, dopo la sentenza, sono liberi. P.S.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
