Il Tirreno

Grosseto

«Dalla Regione rilievi di routine»

Enrico Pizzi
<b>REPLICA </b>Il sindaco Emilio Bonifazi
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REPLICA Il sindaco Emilio Bonifazi

Bonifazi contrattacca: «Solo richiami generici, non si strumentalizzi»

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 GROSSETO. «Frasi di rito e richiami procedurali che qualcuno ha voluto utilizzare come delle vere e proprie accuse». Questi, secondo il sindaco Emilio Bonifazi, i contenuti delle osservazioni al regolamento urbanistico presentate dalla Regione: «Semplici indicazioni, a volte inviti, a volte raccomandazioni... In realtà - dice - rilievi, nei toni come nei contenuti, molto generici».  «E non esplicitano mai - assicura Bonifazi - un effettivo contrasto con altri piani territoriali sovraordinati».  Anzi, il regolamento urbanistico «è stato un lavoro lungo e articolato ma, soprattutto, ben fatto e che ha visto un numero di osservazioni persino inferiore alla media rispetto a quello di città di dimensioni e popolazioni simili» e gli uffici «risponderanno con articolate controdeduzioni» alle osservazioni della Regione che «non boccia né promuove, anche perché - dice ancora Bonifazi - nella valutazione ambientale strategica allo stesso regolamento non ha mosso gli stessi rilievi. E questo non per un caso, ma perché l'amministrazione si è attenuta rigorosamente alla pianificazione territoriale vigente».  Poi il sindaco entra nel merito di alcune osservazioni. A partire da quello che definisce il «presunto dimensionamento eccessivo delle previsioni residenziali» e sottolinea che «la gran parte di queste, tutte quelle sopra una specifica volumetria, devono essere obbligatoriamente spalmate su 10 anni e che rispettano comunque i perimetri delle unità territoriali organiche elementari previste dal piano strutturale. Inoltre dopo cinque anni, qualunque regolamento urbanistico può essere aggiornato per eccesso o per difetto». La Regione questo lo sa, e tuttavia invita a una «seria programmazione temporale».  Bonifazi spiega poi che «sul residenziale abbiamo lavorato per un'espansione governata e soprattutto utile alla città, ricorrendo allo strumento della perequazione». Insomma, previsioni residenziali per avere le risorse necessarie a realizzare le opere pubbliche, sempre che il mercato immobiliare riprenda a tirare. Certo che il Comune, secondo Bonifazi, non poteva dire in modo ipocrita «che l'acquisizione di terreni o la realizzazione di alcune opere pubbliche importanti potevano essere fatte con soldi comunali di cui non disponiamo più con i tagli enormi ai trasferimenti che abbiamo visto negli ultimi tre anni e che pare vedremo anche nei prossimi, da parte del Governo in carica».  Rispetto all'accusa di una eccessiva previsione per le funzioni produttive, il sindaco chiede se «vogliamo o non vogliamo prevedere la nascita di nuove imprese o la nuova occupazione la creiamo assumendo tutti in Comune e/o negli altri Enti pubblici?».  Per quanto riguarda il delicato capitolo del recupero del patrimonio edilizio esistente e dei manufatti rurali, questioni che la Regione osserva chiedendo, di fatto, che le superfici residenziali ottenute siano computate nell'ambito del dimensionamento complessivo e non siano un'aggiunta, il sindaco sottolinea che il regolamento rispetta i limiti tabellari del piano strutturale e che ogni intervento è soggetto a valutazioni di tipo ambientale e paesaggistico. Inoltre Bonifazi mette in evidenza che la Regione ha approvato, negli anni, tante varianti per il recupero del patrimonio edilizio o di annessi agricoli per destinarli ad altri usi.  L'ultima replica del sindaco riguarda il Polo Logistico, che le osservazioni della Regione sembrano bocciare senza appello. Bonifazi ricorda che la Regione non è estranea al progetto che nasce «in stretto rapporto con la pianificazione territoriale provinciale e con un concreto contributo alla progettazione da parte della stessa Regione».  Riguardo alla pubblicazione delle osservazioni, Bonifazi ribadisce che avverrà dopo l'approvazione definitiva del regolamento, e comunque i consiglieri comunali possono comunque accedere in qualunque momento a quegli atti e «sono diversi quelli che hanno chiesto e ritirato copia degli atti che poi hanno anche illustrato pubblicamente alla stampa».

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