Il Tirreno

Grosseto

Roccastrada tradisce Massa per Grosseto

Gabriele Baldanzi
<b>DIVORZIO.</b> Tra Roccastrada e Massa. Il sindaco Innocenti segue la proposta di Rossi
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DIVORZIO. Tra Roccastrada e Massa. Il sindaco Innocenti segue la proposta di Rossi

Prove di unione tra i piccoli Comuni: servizi associati e tagli alle spese

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 GROSSETO. L'unione dei Comuni è (quasi) realtà. Negli ultimi mesi, in provincia di Grosseto, è stato un susseguirsi di incontri, prese di posizione, valutazioni tecniche ed economiche su vantaggi e svantaggi dell'associarsi. Adesso il quadro dei "raggruppamenti" si sta delineando con novità significative che riguarderanno i servizi ai cittadini, la loro vicinanza, risparmi in prospettiva di un ulteriori riduzione degli introiti. Ma chi interessa l'unione dei Comuni? In teoria potrebbero esserne interessate ben 26 su 28.  In realtà la corsa contro il tempo vede protagonisti soprattutto i piccoli comuni dell'entroterra, che peraltro hanno scelto, strade, criteri e riferimenti legislativi diversi per arrivare al traguardo.  Caos nelle Colline Metallifere. Tre giorni fa, nella conferenza dei sindaci del territorio, Giancarlo Innocenti, primo cittadino di Roccastrada, ha fatto mettere agli atti un documento che chiude l'esperienza di Roccastrada nella Comunità montana Colline Metallifere. Nella maggioranza che governa Roccastrada se ne parla da mesi di questo "strappo" da Massa, per entrare definitivamente nell'orbita grossetana. Siamo nella fase in cui il Comune sta valutando quali servizi associare a convenzione e con chi, nonostante in questo momento (Roccastrada è il quinto Comune della provincia per numero di abitanti) non esistano obblighi associativi.  Innocenti, però, ha spiegato ai colleghi di Massa Marittima, Monterotondo e Montieri che Roccastrada vuole guardare al futuro con lungimiranza cercando le economie di scala più vantaggiose. Intende quindi creare un unione fondata su identità storiche e culturali, che - al di là di ciò che imporrà la legge sull'associazione delle funzioni - tenga conto anche della vocazione agricola e degli insediamenti che si stanno concretizzando nella piana; insomma un unione che vada oltre l'attuale Comunità montana. Si guarda con interesse (corrisposto) a Civitella, Campagnatico e Scansano. Che peraltro fanno già parte della stessa area sanitaria di Roccastrada. Roccastrada, per la cronaca, metterà in piedi l'associazione prevista dal Decreto legislativo 267/2000, per intenderci quella di cui si parla a livello nazionale per ridurre la spesa pubblica. In questo caso non sono previsti carrozzoni, anzi...i nuovi organi saranno composti da eletti nei comuni. Il presidente sarà un sindaco.   Massa Marittima, invece, dovrebbe proseguire per la sua strada, cambiando nome all'attuale Comunità montana Colline Metallifere, trasformandola e cercando così di mantenere alto il livello dei servizi. Si farà riferimento al pacchetto normativo regionale in materia. D'altra parte l'obbligo di associazione delle funzioni Massa non ce l'ha, mentre ne devono dare conto Monterotondo e Montieri. E qui sta il nodo.  L'Amiata teme uno scippo di competenze.  Sull'Amiata il percorso è avviato - almeno apparentemente - nel segno della compattezza. Nei giorni scorsi è stato approvato da diversi Comuni il nuovo statuto della prossima Unione speciale dei Comuni amiatini. È stato registrato un plebiscito, con maggioranze e opposizioni che hanno accolto con favore la "carta" dell'Ente che andrà a sostituire la Comunità Montana.  L'estate e il primo scorcio di autunno serviranno a mettere a punto i regolamenti per le gestioni raggruppate delle sei funzioni-chiave dei Comuni. Si punta ad essere operativi entro la fine dell'anno.  L'Amiata però vuole di più. Chiede di continuare a tenersi le deleghe che ha amministrato negli ultimi 20 anni: in particolare bonifica, agricoltura e forestazione. E su questo terreno, ricco di finanziamenti, è già entrata in collisione con la Provincia di Grosseto. Marras ha spiegato che i Comuni amiatini, per le loro necessità, saranno fiancheggiati dall'Unione, dalla Provincia e dalla Regione in un rapporto di sussidiarietà. Cosa vuol dire? Che l'Unione servirà solo ad associare i servizi.  Invece le competenze territoriali, come agricoltura, forestazione e bonifica, passeranno alle Province. All'oggi c'è maretta e non è esclusa una soluzione originale, pilatesca.  Colline del Fiora. La settimana scorsa è saltata l'assemblea dei sindaci per un paio di defezioni. Era in discussione lo statuto della nuova Unione dei Comuni. Adesso pare che Scansano stia valutando la possibilità di aderire ad un'altra unione, spostando il proprio asse verso Grosseto, l'area socio-sanitaria di riferimento. Insomma anche qui la situazione resta fluida.

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