Il Tirreno

Grosseto

Per la prima dell’Orchestra Città di Grosseto i bagni al Cassero restano chiusi

Un concerto da tutto esaurito ma senza poter fare la pipì

Enrico Pizzi
<b>CASSERO. </b>A destra e, a sinistra l&#146;Orchestra Citt&agrave; di Grosseto
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CASSERO. A destra e, a sinistra l’Orchestra Città di Grosseto

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 GROSSETO. Primo concerto estivo al Cassero mediceo, per l'orchestra sinfonica Città di Grosseto. Un concerto apprezzato, tanto che i posti sono andati esauriti, ma gli uffici comunali si erano dimenticati dell'appuntamento e i bagni del Cassero erano rimasti chiusi.  Venerdì sera, l'orchestra sinfonica Città di Grosseto, diretta dal maestro Donald Appert, ha fatto il tutto esaurito per un appuntamento di musica classica in uno dei luoghi più suggestivi del capoluogo maremmano, dove si è esibita in un concerto di musiche di Mozart, aperto da una "Elegy" composta dallo stesso Appert, seguita dal concerto per pianoforte e orchestra che ha visto, al piano, il maestro Matteo Andreini.  Il prossimo appuntamento, al Cassero, è per venerdì 15 luglio, ma l'estate dell'orchestra città di Grosseto è caratterizzata, quest'anno, anche dalla partecipazione a Lirica in Piazza.  I posti, venerdì sera, sono andati esauriti presto, visto che il Cassero, incomprensibilmente almeno agli occhi inesperti dei cittadini, non può ospitare, nello spazio dei concerti, più di un centinaio di sedie.  Dunque, diverse persone sono state rimandate a casa per non rischiare guai in caso di ispezione.  Ma il fatto più curioso lo si è scoperto poco prima dell'inizio del concerto. Qualcuno avrebbe voluto utilizzare i bagni, ma le porte erano serrate a chiave.  Nessuno aveva pensato di aprirli. O meglio, come si è scoperto subito dopo, il direttore della Grosseto Parcheggi Alberto Paolini aveva chiesto informazioni in merito alla serata, ma dall'ufficio cultura del Comune gli era stato spiegato che il concerto non sarebbe stato al Cassero, ma al teatro degli Industri. Così, alle 19.30 il custode, chiuse le porte della mostra che è installata nella fortezza, aveva salutato e se n'era andato senza aprire i bagni.  C'è voluta qualche telefonata e poi, raggiunto Paolini, tutto si è risolto in breve tempo: una guardia giurata è arrivata, ha preso le chiavi e ha aperto le porte dei servizi. Piccoli episodi, forse di poco conto, ma che aggiunti ai tagli delle risorse da parte degli enti pubblici, che ormai mettono in ginocchio istituzioni come l'orchestra, costretta a esibirsi in 15 elementi, invece dei 40 di un tempo, scoraggiano sempre più chi, con passione, si incammina sulla strada del bello.

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di Redazione web