La manifestazione
Savelli si dimette da consigliere comunale
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RIFONDAZIONE. Leonardo Savelli «Decisione presa da tempo, giusto che ci sia ricambio nel mio partito»
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SANTA FIORA. Il consigliere di minoranza di Rifondazione di Santa Fiora, Leonardo Savelli (lista Sinistra Unita-Villaggio globale) si dimette da consigliere comunale. Lui stesso afferma che le motivazioni risiedono solo nella volontà di alternanza con altri candidati della sua lista. Ma fra le righe di quanto afferma, pare di capire che Savelli abbia in mente un nuovo progetto politico, di avvicinamento a quella maggioranza con cui negli ultimi anni la distanza è apparsa, a volte, insormontabile e anche con l'altro gruppo di sinistra capitanato da Ciaffarafà, che ha sempre fatto fuoco e fiamme contro il governo Verdi. Tutto questo anche in vista delle amministrative che ci saranno fra tre anni. Ma ecco cosa dice Savelli: «Il 5 luglio ho rassegnato le mie dimissioni dalla carica di consigliere. Non è stata una decisione improvvisa. Nessun "Aventino" in polemica con l'attuale Amministrazione, né incomprensioni o diversità di vedute con i membri dell'area politica che rappresento, ovvero la sinistra di alternativa, in particolare Rifondazione. Due anni fa, quando accettai di mettermi al servizio della lista "Sinistra Unita- Villaggio globale", come candidato sindaco, annunciai che la mia permanenza in consiglio non sarebbe stata lunga, soprattutto per consentire ai giovani che un'esperienza amministrativa. Nell'immediato, come primo dei non eletti prenderà il mio posto una persona esperta, Sergio Bovicelli. Si aprirà quindi una fase di riflessione che coinvolgerà i ragazzi della lista, per verificare se qualcuno di loro se la sente di entrare. Nell'occasione mi auguro che si cominci a discutere anche di futuro.Occorre impiegare i prossimi 3 anni, afferma Savelli, per costruire una proposta politica nuova, credibile, partecipata. Vanno ristabiliti i contatti con tutte le forze di maggioranza e opposizione, ad eccezione di quelle di centrodestra, verso le quali, invece, va rimarcata la distanza. Fatto questo, verificare se esistano (e con chi) le condizioni di possibili accordi e soprattutto la disponibilità reale a mettersi in gioco coinvolgendo direttamente e in tutti i modi possibili (perché no, le primarie per definire programma e candidati) la popolazione». E a questo punto la critica per il modo di fare politica a Santa Fiora e in Amiata: «In questi due anni ho avuto conferma dello stato di profonda afasia che attraversa la politica locale e in particolare le istituzioni rappresentative. Solo ratifiche di decisioni già prese, magari altrove, poco confronto vero, tanta propaganda, risposte evasive e superficiali ai quesiti, zero persone ad assistere alle sedute. Forse per questo non mi è molto difficile, oggi, lasciare il passo sugli scranni del consiglio, salutare e tornare nella "sierra maestra" della militanza di base. Non un disimpegno, dunque, anche perché il mio partito e il gruppo di persone che lo compongono sull'Amiata, al quale mi sento legato nonostante le mie perplessità dovute alle trasformazioni che lo stanno investendo, rimane tra i più attivi, vivi e produttivi di idee, tra i più presenti fra la gente, e il da fare non manca».
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