Il Tirreno

Grosseto

La rivolta dei campeggiatori

Claudia Della Verde
<b>PREOCCUPATI.</b> I gestori dei campeggi della zona
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PREOCCUPATI. I gestori dei campeggi della zona

Attacco alla Sat: «È uno scempio, addio ai nostri investimenti»

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 ORBETELLO. «Non siamo figli di un dio minore». A parlare sono tutte quelle persone che, a ridosso della vecchia Aurelia, hanno costruito la propria attività.  Dimostrano apprensione verso il futuro gli operatori turistici, imprenditori e dipendenti di tutte quelle attività posizionate nei luoghi più critici del tracciato autostradale. I venti chilomentri della discordia riuscirebbero a compiere il miracolo di far acquisire loquacità anche ad un muto, tanto è sentita la questione sul versante lagunare. A dare sfogo alla propria rabbia sono i lavoratori. Tutte persone che, da più di trent'anni, hanno investito nel proprio lavoro e che adesso vedono sgretolarsi le proprie aspettative. Claudio Tonioni, chef del camping Africa e il collega e capo animatore Gianni Ganzerli sono assolutamente contrari al progetto. «Il nostro parere non è stato mai chiesto - dicono - Invece di cercare di ottimizzare quella che è una risorsa per il territorio, stanno soffocando il turismo». Prosegue poi Ganzerli: «Suppongo che la scelta sia stata più economica che politica, ma non per questo la parola economizzare deve far rima con distruggere».  Anche Elisabetta Tintori, proprietaria del bar-ristorante-albergo Da Renato, si dimostra decisa nel voler lanciare un messaggio contro la passività dei compaesani. «Gli abitanti del luogo non si stanno rendendo conto che la questione riguarda tutti - spiega - Noi commercianti ed albergatori non saremo gli unici ad essere danneggiati da questa autostrada». La sua concitazione è dovuta anche al fatto di aver avuto pochi chiarimenti dalle autorità competenti, le quali non hanno fatto la dovuta chiarezza su dove collocare una possibile uscita, una complanare che non isoli la propria attività, e quella degli altri, dal resto dei paesi limitrofi. Ultimo a voler rilasciare una sua dichiarazione è Giancarlo Francia de La Rosa dei Venti, ristorante tra i più conosciuti della costa e primo nelle recensioni seguite dai viaggiatori. «Solo il pensiero di tale scempio è terrificante - dice - Il paradosso ancora più grande è che un servizio, istituito proprio per i cittadini, diventerà il loro primo ostacolo». Il suo ristorante, così come i campeggi ed i bar che si affacciano sull'Aurelia, non saranno espropriati; i limiti per i lavori sono stati delimitati sul confine del parcheggio, ma non per questo il danno sarà minore. Tutti gli intervenuti non nascondono il loro sdegno nei confronti della triade Rossi, Bargone, Matteoli. «Tutti amministratori del luogo, persone che lo conoscono bene, ma che hanno preferito speculare anziché migliorarlo». Così Francia chiude la sua polemica, lanciando un ultimo invito a non adagiarsi, per non perdere quello che per molti non è solo un lavoro, bensì la propria vita.

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