Sicurezza
Il cuore di Ismaila che batte per la pace ai ritmi dello djembè
Sara Landi
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RITMO NEL SANGUE Ismaila Mbaye Percussionista, è fra i protagonisti del programma di Licia Colò su Rai3. E ha scelto di vivere a Grosseto
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GROSSETO. «La pace non è una parola ma un comportamento». Così riassume la sua filosofia di vita Ismaila Mbaye, percussionista senegalese di 34 anni. Che dopo nove anni trascorsi a Roma tra concerti, tournée e la partecipazione fissa da sei edizioni al programma di Rai 3 "Alle falde del Kilimangiaro" come musicista, ha deciso un anno fa di trasferirsi a Grosseto. «Roma è una città che mi ha affascinato e mi ha subito adottato - spiega Ismaila - ma poi una volta sono venuto a trovare mio cugino che abita a Grosseto e ho deciso di vivere qui». In fondo passare da una metropoli ad una piccola città di provincia non fa differenza per Ismaila, cittadino del mondo abituato a viaggiare e a portare ovunque la sua cultura africana. Quella assorbita nascendo in un luogo storico come l'isola di Gorée, tre chilometri al largo della capitale del Senegal, Dakar. Fino a che non fu abolita la schiavitù, da Gorée furono imbarcati milioni di schiavi alla volta delle Americhe. «La mia isola è il simbolo della diaspora nera - racconta Ismaila - ma quella che voglio raccontare con la mia musica e le mie parole (Ismaila è anche autore di un monologo teatrale sulla sua vita che ha portato in scena in alcuni teatri della Capitale, ndc.) è la faccia più bella dell'Africa, che non è solo povertà e fame». Anzi, per definire il suo continente di origine, il percussionista che attraverso il programma di Licia Colò è entrato con i suoi occhi magnetici e la sua energia nelle case di tutti gli italiani usa l'espressione "disordine organizzato". «Ma c'è un modo per capire l'Africa come ogni cultura diversa dalla propria - dice Ismaila - Basta conoscersi. Il razzismo esiste solo se non ci si conosce». Il linguaggio con cui da sempre Ismaila abbatte le barriere tra sé e gli altri è la musica che lui ha nel sangue: nessuno infatti gli ha insegnato a suonare i tamburi djiembe o gli assiko, tipici dell'isola di Gorée. «Mia mamma - ricorda divertito - mi dice sempre che già da piccolino suonavo su qualunque cosa mi capitasse sotto mano». Tavoli, mobili e bidoni sono state le prime "palestre musicali" di Ismaila che oggi non solo è un percussionista eccezionale ma anche un artigiano che si costruisce da sé i tamburi, secondo le tradizioni apprese in Senegal. Il suo genere è la musica tradizionale africana «ma vivendo in Italia mi sono contaminato come è naturale che accada. E ora spazio dall'afro al jazz, dal pop al reggae, perché la musica è davvero un linguaggio universale». Di recente è tra l'altro entrato a far parte dei Quartiere Coffee che stanno per uscire con un nuovo videoclip "Caffeine" girato dal regista Stefano Lodovichi sulle spiagge di Castiglione della Pescaia. Intanto prosegue con i suoi concerti e le partecipazioni a festival e serate in giro per l'Italia ed è in onda la domenica sera con le puntate estive (preregistrate) del programma di Rai 3 dedicato ai viaggi. Ma come è approdato in tv? «Mi ha notato il regista del programma mentre facevo il mio monologo al Teatro del Vascello. Ho partecipato come ospite a una puntata e poi sono diventato il percussionista della band. È un programma molto bello, l'unico che in tv fa conoscere culture diverse». Una trasmissione dunque perfettamente in linea col carattere di Ismaila che si propone come ambasciatore della sua terra nel mondo. Perché pace e integrazione, proprio come ama dire lui, non siano solo parole ma un modo di fare da mettere in pratica nella quotidianità. Anche attraverso il linguaggio universale della musica.
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