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«Ci sono anche cacciatori onesti»
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CACCIA. Scoppia la polemica a Vetulonia È scontro sulla riapertura della zona venatoria a Vetulonia «Non conosciamo l'associazione che protesta, ma la decisione è corretta»
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VETULONIA. L'apertura di nuove zone di caccia a Vetulonia ha fatto scattare l'allarme di alcune associazioni ambientaliste. Su tutte Vetuloniaviva, che nei giorni scorsi tramite il Tirreno aveva fatto presente i pericoli che l'allargamento del territorio di caccia poteva provocare. Un appello accorato a istituzioni e amministrazioni, nel tentativo di mettere in evidenza molte problematiche di gestione del territorio, anche a livello di indotto turistico. Non tutti però la pensano così. Marco Renzetti è un cacciatore di Vetulonia, e sentitosi tirato in ballo, non è affatto d'accordo sui rischi che potrebbe rappresentare l'aver "stabellato" (in gergo per capire se l'area in questione è libera per cacciare) da parte della provincia alcune zone dell'ATC GR7. Con una lettera molto accorata Renzetti invece sottolinea altri aspetti: «Vorrei rispondere alla nota che Vetuloniaviva ha inviato al vostro giornale parlando di caccia selvaggia. Premetto che fino a soli pochi giorni fa nessuno nel paese di Vetulonia conosceva, o aveva mai sentito parlare, di Vetuloniaviva. E quindi non credo che si sia mai occupata di tutela del territorio o della fauna presente, o di altri problemi inerenti alla caccia». Renzetti vuole però rimanere attento alle problematiche del territorio, che ama e che intende difendere: «Capisco che si possa discutere se sia giusto o meno riaprire una zona per la caccia. Io non voglio entrare nel merito di tutto questo: non capisco però perché si debba dire a prescindere che l'apertura del territorio porterà inevitabilmente orde di cacciatori che andranno a togliere un equilibrio naturale ormai consolidato. Penso invece, da cacciatore, che essere titolari di un porto d'armi ad uso di caccia non voglia dire automaticamente maleducazione». Chiude la lettera Renzetti: «Non rispettare le regole significa la violazione dei diritti altrui. Io non mi sono mai permesso di tagliare le recinzioni, aprire cancelli per far uscire del bestiame, non ho mai messo in pericolo la vita di nessuno né tantomeno ho mai trovato bambini in luoghi di passeggiata, non ho mai sparato in direzione di abitazioni o di animali domestici. Anzi, non ho mai sparato a nessuna delle specie citate nella lettera, anche perchè sono tutti animali particolarmente protetti». «Voglio solo difendere - conclue la sua lettera Marco Renzetti - una categoria, i cacciatori onesti, che troppo spesso viene attaccata senza motivo». (e.g.)
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