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Castiglione della Pescaia, sabotaggio alla barca dei... nemici

Castiglione della Pescaia, sabotaggio alla barca dei... nemici

Due minorenni forano lo scafo di Castello, incastrati dalle telecamere

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CASTIGLIONE. La rivalità è tanta. E la barca avversaria troppo forte per pensare di batterla alla pari. Così hanno pensato che, con un forellino piccolo piccolo, non molto visibile ma abbastanza largo da far entrare l'acqua, Castello non avrebbe vinto il terzo palio dei giovani in fila. Il piano era diabolico, un vero sabotaggio, ma il destino, o meglio una telecamera, ci si è messo di mezzo.

La storia la raccontiamo senza i nomi. In ballo ci sono dei minorenni, sia pur prossimi alla maggiore età. E, in fondo, dietro a quanto successo c'è anche un pizzico di ingenuità da ragazzoni, abbastanza forti da spingere con i muscoli sui remi, ma non ancora maturi da rendersi conto di cosa sarebbe potuto accadere. La notte è quella di sabato 2 luglio.

Il giorno successivo, domenica 3, era in programma il palio dei giovani. La barca da battere è quella di Castello, vincitrice delle ultime due edizioni e data superfavorita. Le cinque barchette in legno, Storione, Sbriglio, Delfino, Branzino e Rondine, sono ormeggiate lungo il Bruna, all'ormeggio di Francesco, uno che ospita ogni estate anche barche di un certo rilievo.

E, per questo, ha piazzato delle telecamere di sorveglianza, per sicurezza. E proprio la visione del filmato, domenica mattina, ha permesso di scoprire cosa era accaduto. Nel videotape, infatti, si vede arrivare un motorino, con due ragazzi. Parcheggiano, si guardano intorno, poi saltano sulla Rondine, la barca di Castello.

Uno estrae un punteruolo e colpisce lo scafo, sul fondo. Un buchetto. Piccolo, ma sostanziale. Poi scappano. Il giorno dopo, grazie alla telecamera, il buco viene riparato. Il palio viene corso regolarmente. E (guarda caso) a vincere è proprio Castello, terzo successo in fila, nono nell'albo d'oro. Poi parte la caccia al colpevole. Il nastro non fa vedere i volti.

Ma il motorino si riconosce bene. I due vengono convocati: uno rema per una barca avversaria, l'altro è il figlio di un imprenditore del paese. Messi di fronte all'evidenza confessano, ammettono tutto. Il rematore sarà squalificato, dovrà fare a meno del Palio per qualche anno.

Ma non basta: le famiglie dovranno risarcire il Palio, in qualche modo: oltre a fare pubbliche scuse, compreranno materiali promozionali, bandiere e attrezzature. E magari un po' di silicone per tappare i buchi delle barchette... (g.f.)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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