La manifestazione
La Regione bacchetta il Comune
Francesca Ferri
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PROTESTA contro il polo logistico a Braccagni Sotto a destra larea di via Serenissima Raffica di rilievi e censure, Polo logistico di Braccagni «incompatibile»
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GROSSETO. Appena ieri il Comune è sceso in difesa del Regolamento urbanistico, adottato alla fine di marzo e che si prevede di approvare a inizio 2012 dopo che gli uffici avranno letto le oltre mille osservazioni pervenute. "Osservazioni", spiegano sindaco, progettista e dirigente, che non sono "critiche" e, in particolare non lo sono quelle presentate dalle istituzioni, come Provincia o Regione. «Servono solo per raccordare il nostro Ru con i loro strumenti di pianificazione urbanistica», ha spiegato più volte il sindaco. Nelle trentasei pagine arrivate da Firenze, però, c'è anche qualcosa di più di un semplice allineamento normativo al Piano di indirizzo territoriale. Le direzioni generali delle Politiche territoriali, ambientali e per la mobilità e della Competitività del sistema regionale hanno spulciato il Ru e, previsione per previsione, non sempre invitano solo a «verificare la conformità degli interventi - costruzioni, recuperi e altro - con il Pit», evidenziano «possibili profili di incoerenza» o li giudicano «non del tutto coerenti». In alcuni casi invitano a «riconsiderare gli interventi», e questo significa rimpicciolire i volumi o ripensare in toto le opere. Perché il consumo di suolo, a leggere le osservazioni, è ancora troppo. Tra le opere rimandate a settembre ce ne sono alcune strategiche, dal polo logistico di Braccagni, che la Regione invita a ridimensionare in rapporto all'insediamento esistente, alle terme di Roselle, per le quali - dice Firenze - non si è detto chiaramente che volumetria avranno, fino alle previsioni sulla costa che avrebbero un impatto sull'ambiente troppo forte rispetto a quanto stabilisce il Pit. Ma andiamo per ordine. Braccagni. Per il Polo, oltre al rischio idrico, la Regione fa notare che il Comune si contraddice: prima vincola i nuovi interventi alla consistenza dell'insediamento esistente, poi prevede dimensioni più grosse; prima assicura tutela e valorizzazione dell'archeologia, poi costruisce su terreni che furono degli etruschi e forse ne conservano le tracce. Il Polo infine disturba il panorama e va anche contro il proposito di non fare nuove costruzioni filostrada. Va male anche l'esame della nuova area residenziale e commerciale di 9mila metri quadri, più o meno per gli stessi motivi, e il raddoppio della superficie della zona artigianale del Madonnino. Alberese. La costruzione di alberghi, case e parcheggi per camper va confrontata con il Piano del parco, dice la Regione, che è a tutti gli effetti un piano paesistico. E, comunque, i volumi sarebbero sproporzionati rispetto al Ru e al Piano strutturale. In questo caso Firenze invita a riconsiderare l'intervento: le palazzine a tre piani, in quel paesaggio, proprio non gli piacciono. Idem per l'albergo di 110 posti letto previsto nella frazione: l'opera non è del tutto coerente con la destinazione funzionale agricola della la tenuta del centro servizi di Alberese. Il Cristo. Alberghi sotto osservazione anche al Cristo. Il Ru ne prevede cinque, ma - chiede Firenze - si è tenuto conto di fabbisogno idrico, viabilità e fogne? Marina e Principina. Abbattere pini per costruire edifici è incoerente con il Pit. L'aumento del carico urbanistico e la proliferazione incontrollata delle infrastrutture sarebbero un rischio e un degrado per queste zone. Roselle. Oltre alle terme, la Regione bacchetta il Comune sulla scelta di costruire un albergo e un campo fotovoltaico nelle ex cave di Mosconcino e Moscona. Secondo il Pit le cave dismesse vanno infatti recuperate verso usi culturali e ricreativi. Strillaie. Anche qui il parco fotovoltaico dovrà essere in linea con le linee guida della Regione e le norme statali. Grosseto. Il rapporto fra nuovi interventi e recupero dell'esistente sarebbe sbilanciato a favore dei primi; quanto al Parco agricolo, mancano - dice la Regione - cartografia di dettaglio e adeguata disciplina di gestione e sviluppo. Sulla Serenissima, oltre alle incoerenze paesaggistiche con il Pit, la Regione teme un'eccessiva concentrazione di strutture commerciali e invita a controllare che la zona non sia già satura. La Regione non vede inoltro di buon occhio la previsione del Comune di esaurire gran parte dei volumi disponibili nel Ru nei primi 5 anni e invita alla prudenza quando si permette la trasformazione di Cav e Rta in abitazioni. Tante questioni, dunque, che forse chiederanno di fare in parte marcia indietro. Per oggi alle 11, intanto, l'opposizione al completo ha programmato un incontro pubblico in via Corsini 8, angolo piazza della Palma, per discutere delle osservazioni della Regione. Le controdeduzioni, ha già detto il Comune, saranno pronte per dicembre.
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