Lutto
L'appello della famiglia di Nelli: «lo avete abbandonato»
Elisabetta Giorgi
2 MINUTI DI LETTURA
BRACCAGNI. Dopo due mesi di attesa e ricerche in caverne e boschi impervi la famiglia di Daniele Nucci, scomparso da Braccagni il 1º maggio scorso, esce dal buio e lancia un disperato appello. «Siamo una famiglia distrutta dal dolore, aiutateci a trovarlo», implorano la moglie Barbara e i figli in una lettera angosciata in cui chiedono aiuto alle istituzioni colpevoli di aver «abbandonato» disperso. Le ricerche su Daniele - 47 anni, un metro e 80, capelli castani e occhi verdi - sono a un punto fermo. I ricordi dei familiari vanno in cerca della "vera storia" di quest'uomo smarrito che ha perduto il contatto con se stesso, prima che col resto del mondo. Nucci è scomparso la notte tra il 30 aprile e il 1º maggio, allontanandosi dalla sua casa di Braccagni a bordo di una Fiat strada Pick up bianca targata Ce789fw, e un fucile da caccia. Lascia una famiglia dietro di sé, ma da allora in poi è un uomo solo, senza documenti né soldi. La moglie, Barbara Cartocci, fa la casalinga. Il figlio Giacomo, 17 anni, frequenta a Grosseto l'istituto professionale a indirizzo grafico. La figlia Alice, 24 anni, lavora a Follonica in un negozio di articoli per la casa. Gli amici di Daniele hanno organizzato "battute" di ricerca allo scomparso. Quanto alle ricerche ufficiali delle forze dell'ordine, quella è tutt'altra storia. La paura è che l'attenzione, prima catalizzata su Daniele, si spenga sempre più col passare del tempo e che alla fine più nessuno ricordi questa storia, nessuno più lo cerchi. Tre giorni prima di sparire si presenta agli amici e alla famiglia, e «appare pensieroso. Aveva subito una botta in testa. Il sabato pomeriggio si confida col vicino di casa e col fratello dicendo di avere gravi disagi e allucinazioni, e di pensare al suicidio come all'unica via per salvare la famiglia dalle sue gravi visioni di negatività». Telefona all'amico e gli dice che sarebbe andato a fare quella "cosa" che aveva promesso. Oggi la famiglia è disperata. «Grotte e laghi sono stati scandagliati con l'aiuto dei vigili del fuoco ma senza raggiungere nulla di fatto. Abbiamo chiesto l'aiuto dei cinofili ma abbiamo avuto riposta negativa da parte delle forze dell'ordine, che non riescono a organizzare nient'altro di concreto da settimane. Siamo disperati. Nella peggiore delle ipotesi sarebbe troppo tardi anche solo per trovare i suoi resti rimasti chissà dove. Se invece come ci auguriamo lui vagasse in stato confusionale, potrebbe aver bisogno di aiuto e ogni minuto è sottratto alla speranza. Vi prego, non ci abbandonate. Aiutateci in qualunque modo a rintracciarlo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
