Il Tirreno

Grosseto

L’idea dei sindaci di Sorano e Pitigliano contro i party abusivi. Più controlli sulle colline

In caso di rave? Serve la variante

Francesca Gori
<b>PUGNO DURO.</b> Contro i rave party
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PUGNO DURO. Contro i rave party

Cambio di destinazione d'uso dei terreni agricoli per le feste

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 PITIGLIANO. Organizzare una festa su un terreno agricolo? Impossibile: bisogna chiedere il cambio di destinazione d'uso. È una delle norme contenute nell'avviso pubblicato dai Comuni di Sorano e Pitigliano ieri, quando in campagna si sarebbe dovuto bissare il rave party.  Vietato accendere fuochi, vietato tenere la musica a tutto volume e disturbare la quiete pubblica, accumulare materiali di recupero come plastica e legno, somministrare alimenti e bevande all'aperto senza autorizzazione, ma soprattutto campeggiare liberamente nei terreni agricoli. Chi vorrà organizzare un rave o una qualunque altra festa privata della portata di quella che si è svolta a Pasqua a Sorano, dovrà avere tutti i permessi in regola. E soprattutto, per permettere ai ragazzi di dormire in tenda nei campi dei due Comuni, il proprietario del terreno dovrà chiedere il cambio di destinazione d'uso. Una regola questa che forse ce la farà a scoraggiare chi ha intenzione di organizzare feste come quella che si è svolta a Sorano a Pasquetta.  I due sindaci, Dino Seccarecci di Pitigliano e Pier Andrea Vanni di Sorano hanno optato per un avviso pubblico congiunto, anziché per due ordinanze distinte. E da ieri, tutta la zona delle colline dell'Albegna è tenuta sotto controllo da carabinieri, polizia e municipale.  «Non potevamo fare un'ordinanza - spiega il sindaco di Sorano, Pier Andrea Vanni - perché nell'avviso sono state richiamate soltanto le norme contenute nel regolamento di polizia municipale. Norme che devono essere rispettate da tutti, ma che qualcuno a volte si dimentica che esistono». Pugno duro sui rave party quindi. Anche se tra Sorano e Pitigliano, le voci su un altro raduno di giovani che si muovono al ritmo ossessivo della musica elettronica, si rincorrono una dietro l'altra. E non è difficile che qualcosa di vero ci sia. Il rave di Sorano è diventato tristemente famoso per la brutale aggressione ai due carabinieri. Ma qualche mese prima toccò ai militari della compagnia di Pitigliano andare a sgomberare un party organizzato abusivamente alla discarica del Tafone.  Vanni e Seccarecci, quest'idea dell'avviso pubblico l'hanno proposta al Prefetto, dopo il vertice sulla sicurezza di qualche giorno fa. Uno strumento in più, per tenere alla larga da quei borghi arroccati e scavati nel tufo, le centinaia di ragazzi innamorati della techno e dello sballo. Soprattutto in estate, quando i paesi si popolano di turisti. «L'avviso che è già stato messo su internet - spiega Vanni - ora verrà distribuito a tutte le strutture ricettive e turistiche della zona, in modo tale da richiamare quelle norme che regolano la convivenza nel nostro Paese. Le regole ci sono, basta rispettarle». Altri strumenti, i sindaci, non li hanno. Ma l'idea di costringere a chiedere il cambio di destinazione d'uso a chi vuole organizzare una festa in un terreno agricolo, magari permettendo ai propri ospiti di dormire in tenda, potrebbe servire da deterrente. Una variante urbanistica non la si ottiene certo con grande facilità. E sarà anche difficile far passare per private feste che secondo i sindaci sono pubbliche. «Basti pensare ai parcheggi, alla distribuzione di cibo e bevande - aggiunge Vanni - e anche alla musica ad alto volume. Esiste un testo sui limiti sonori: dovranno rispettare anche quello».

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