Il Tirreno

Grosseto

Sanità, è ancora bagarre sul seminario

<b>CGIL.</b> Il segretario Monica Pagni
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CGIL. Il segretario Monica Pagni

La Cisl all'attacco: «La Asl si presta al proselitismo Cgil» La direzione aziendale: tutto in regola. Pagni replica all'Usb

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 GROSSETO. Il seminario per operatori sociosanitari organizzato dalla Cgil e previsto al Misericordia scatena un vespaio tra i sindacati. Dopo le accuse lanciate ieri dall'Unione sindacale di base, che vede in modo equivoco la partecipazione di dirigenti Asl in veste di relatori al seminario di un sindacato e accusa la Cgil di organizzare le lezioni solo per arruolare nuovi iscritti, gli interessati replicano.  E non solo loro. Al di qua della barricata l'Usb vede schierare al proprio fianco l'altro sindacato, la Cisl, che conferma le accuse dei colleghi di base.  È proprio la Cisl la prima ad aver inviato ieri una nota in merito, e non solo ai giornali. «La segreteria Cisl Funzione pubblica di Grosseto ha inviato una nota di protesta alla direzione aziendale Asl 9 Grosseto in merito al Corso-seminario per operatori socio sanitari della Asl di Grosseto organizzato dalla Cgil Fp». La Cisl rende noto l'importo, 20 euro, della doppia iscrizione al seminario e al sindacato per un anno.  Quello della direzione aziendale, spiega la Cisl, è un comportamento che «si presta a una operazione di propaganda e a una campagna di proselitismo della Cgil», dato che la Asl contribuisce con proprie strutture e personale alla realizzazione del corso.  Non si fa attendere la controreplica della Cgil. Il segretario Monica Pagni definisce quella dell'Usb una «astiosa polemica infondata nel merito» che «tradisce anche un certo nervosismo» e si dice serena, forte dell'incremento degli iscritti e del primato all'interno della Asl. «Organizzare seminari rientra nelle attività tipiche di qualunque sindacato», precisa, e chiarisce che l'iscrizione "collaterale" non sarebbe una vera e propria iscrizione alla Cgil ma un «modo per usufruire dei servizi della Cgil per l'anno in corso». Il regolamento della Cgil, d'altro canto, non permette di fare formazione ai non iscritti e il contributo chiesto serve a sostenere in parte le spese di affitto delle sale, la stampa dei materiali e i rimborsi di viaggio dei relatori che vengono da fuori. La Cgil conclude con un appello a non imboccare la via della guerra intestina.  Anche la Asl dice la sua e alla Usb, che ieri ha chiesto pubblicamente al direttore di non partecipare se non fosse ritirato l'obbligo di tesseramento, ribatte picche. «L'azienda partecipa regolarmente attraverso i suoi rappresentanti a tutte le iniziative di formazione organizzate da enti e strutture del settore sanitario - spiega in una nota - accettando le proposte di docenza, di confronto e di discussione in genere. Nel merito, componenti di questa direzione hanno partecipato a iniziative di formazione su temi importanti della sanità, della sua organizzazione, delle modifiche strutturali e questa direzione continuerà a farlo, accogliendo con favore richieste di enti che gradiscano la presenza attiva della Usl su tali tematiche». F.F.

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