Sicurezza
Trasmissioni tv. Il presidente della Comunità montana lamenta un aggravio anche per le amministrazioni comunali
Troppo stretti i tempi dell'arrivo del digitale
Fiora Bonelli
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DIGITALE Televisori analogici gettati via Ulivieri protesta: «Gli anziani e le fasce deboli si troveranno in difficoltà»
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AMIATA. Digitale terrestre fra attesa e preoccupazione dell'Amiata. Il digitale terrestre è in arrivo (in Toscana, è stata anticipata ad autunno prossimo l'operazione con cui si dirà addio all'analogico) e già serpeggia preoccupazione fra le popolazioni della montagna, soprattutto anziani (e sono la maggioranza della popolazione) e anche fra gli extracomunitari. Il presidente della Comunità Montana, Franco Ulivieri, afferma che «la diffusione della rete televisiva terrestre, pubblica e privata, costituisce una prerogativa fondamentale per la crescita economica, sociale e culturale di una comunità e che Il diritto all'informazione è fondamentale». Ben venga dunque il digitale terrestre, afferma il presidente che aggiunge: «Ma in tutto questo c'è un "però", pesante come un macigno. Infatti, la Rai ha storicamente privilegiato investimenti a partire dalle aree più densamente abitate, con difficoltà di ricezione delle trasmissioni proprio nelle aree montane e marginali della nostra regione, portando i Comuni a dover ricercare a proprie spese, soluzioni autonome di ripetizioni del segnale televisivo, come previsto dalla legge; ora - spiega Ulivieri - nei nostri territori sono presenti emittenti nazionali e locali ed in particolare la presenza di queste ultime consente la diffusione di informazioni che altrimenti sarebbero escluse dalle emittenti nazionali. E la televisione costituisce l'unica fonte di informazione per le fasce più deboli della nostra società, con un basso livello di istruzione e vittime di "digital-divide" (anziani, extracomunitari...); le operazioni di cambiamento della piattaforma da analogica a digitale stanno avvenendo senza alcun sostegno da parte del Governo». «Ritengo dunque - afferma Ulivieri - che il digitale terrestre possa rappresentare una grande opportunità, ma il passaggio dalla piattaforma analogica a quella digitale terrestre (swicth off) anticipata dal primo semestre 2012 all'autunno del 2011 abbia ridotto i tempi necessari all'organizzazione delle emittenti ed all'informazione alla cittadinanza». «Tale migrazione - prosegue il presidente - comporterà tutta una seria di cambiamenti tecnologici che riguardano sia le emittenti televisive nazionali e locali che i cittadini. Le emittenti dovranno sostenere investimenti per la sostituzione degli impianti di trasmissione e i cittadini dovranno dotarsi di "decoder" o di nuovi apparecchi televisivi con "decoder" incorporato (Dvtb) e talvolta, provvedere alla revisione o sostituzione di parti dell'impianto casalingo di ricezione (antenna e cavi). Tale situazione rischia di andare ulteriormente ad aggravare una condizione già appesantita dal Governo nazionale che, attraverso tutta una serie di provvedimenti (taglio del Fondo per la montagna, taglio al Fondo sociale nazionale, riforma Gelmini, privatizzazione delle Poste...) è stata già fortemente condizionata». «Come presidente di un ente montano - conclude Franco Ulivieri - chiedo ad Uncem Toscana, di farsi portatore di tali preoccupazioni ai livelli istituzionali superiori, alla Regione Toscana di avere una forte sensibilità e al Governo di comunicare in tempi congrui le date ufficiali in cui avverrà lo switch-off».
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