Il dolore
Bonifazi e Lolini: spese molto più alte del previsto
Campagna elettorale I costi raddoppiano
Francesca Ferri
◗
DUELLANTI Mario Lolini in un poster ed Emilio Bonifazi durante un comizio 3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Centoventimila euro per Bonifazi, cinquantadue mila per Lolini. Sono i soldi spesi per le rispettive campagne elettorali dai due candidati di centrosinistra e centro destra alle ultime amministrative, il riconfermato sindaco del Pd e lo sfidante Pdl. I bilanci consuntivi, pubblicati martedì scorso, fanno i conti in tasca a due macchine di propaganda diverse tra loro, che hanno macinato quantità differenti di carburante e prodotto risultati differenti. Per Lolini una campagna costata 52mila euro totalmente autoprodotta: Lolini fa da sé sia nella ricerca di fondi, sia sul piano della comunicazione. Niente sfilata di big politici (sono lontani i tempi in cui Berlusconi e Fini scaldavano piazza Dante a fianco del candidato Antichi) e niente soldi da via dell'Umiltà. Lolini fa tutto con contributi offerti da privati - aziende e cittadini - e pescati anche dai propri risparmi. «Abbiamo chiesto un contributo al partito ma non c'è stato niente da fare e mi sono anche arrabbiato per questo», spiega il committente responsabile, il commercialista Gian Luca Ancarani. Dai 15mila messi in conto nel bilancio di previsione (pubblicato a fine aprile) il candidato del Pdl, sostenuto anche dalla lista civica Nuovo Polo per Grosseto, Lega Nord, La Destra, arriva a racimolare in tutto 52mila euro. Con questa cifra fa partire la sua corsa al Municipio il giorno della Befana, quando appaiono in città i primi manifesti con il saluto ai grossetani di un distinto signore in giacca e cravatta che ammiccava «ciao Grosseto». Niente nome, niente simboli «una strategia per incuriosire la gente, informale come me», spiegò Lolini. Una strategia sulla quale il suo staff ha puntato molto, spendendoci i tre quinti del budget. E informale quanto altre iniziative, dal sondaggio fai da te che lo proiettava al 53 per cento del gradimento dei grossetani, alla sede del comitato elettorale, piccola, aperta solo negli ultimi due mesi ma in posizione bene in vista (un'ex profumeria all'inizio del Corso) concessa in comodato d'uso da un simpatizzante. E poi i soliti volantini, gazebo e tutti i salotti internet abituali da Facebook in giù. In tutto sei voci di spesa, tra le quali incuriosisce la sinistra dicitura "multe", comminate per 231 euro. Bonifazi esordisce oltre due mesi più tardi, dopo aver tribolato un po' per sistemare la schiera degli alleati. La campagna dell'"amico in Comune", questo lo slogan scelto, parte il 25 marzo dal teatro degli Industri; al suo fianco c'è il governatore della Toscana Rossi e sarà la prima di una lunga serie di stelle della politica che verranno a dar man forte al sindaco uscente. E non sarà l'unico appoggio da parte dei quadri. 48mila euro arrivano infatti dai partiti della coalizione (Pd, Udc, Socialisti, Idv e la lista civica Insieme) all'ultimo momento; il budget previsto a fine aprile, infatti, è di 59.900 euro raccolti da privati e aziende in città che, nella corsa alle amministrative, si sono dimostrati più o meno equilibrati nel sostenere i candidati delle due coalizioni. Con un portafogli di tutto rispetto, oltre a raddoppiare gli investimenti per manifesti e pubblicità rispetto allo sfidante, ecco che Bonifazi si può permettere un vero sondaggio da una ditta specializzata per avere già da gennaio una prima idea degli umori in città, e poi non una ma due sedi del comitato elettorale (piazza San Michele e viale Manetti, in tutto 19mila euro), manifestazioni, compresa la festa per la vittoria al Parco di Pietra di Roselle (costate 17mila euro) e studio e organizzazione della campagna elettorale (16mila euro).
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
