Il Tirreno

Grosseto

AURELI

Spostare la Chelliana un errore per la città

Arch. Roberto Aureli

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Le motivazioni dell'assessore Stellini sul trasferimento della Chelliana sono, oltreché deboli come giustamente il professor Innocento rileva, sono prive di fondamenti urbanistici, storici, eceonomici, biblioteconomici e metodologici. Manchevolezze dovute, presumibilmente, alla disconoscenza assoluta dei 54 elaborati progettuali che accompagnano il definitivo progetto commissionato dallo stesso sindaco Bonifazi nel 2007.  La collocazione della biblioteca civica in centro storico è conforme agli strumenti del nuovo Ru ed il linea con il Pit regionale che propone la salvaguardia della "centralità urbana" come elemento qualificante della città. In ossequio al principio condiviso da tutto il mondo urbanistico del riuso del vecchio e contrario al consumo di nuovo territorio.  Non esiste città toscana, e presumo italiana, che abbia allontanato dal centro le antiche biblioteche. Per inciso la nostra ha festeggiato proprio il 150º negli anni scorsi. Anzi, nel caso a noi vicino di Firenze, la nuovissima biblioteca delle Oblate è stata realizzata a due passi dal Duomo.  L'iter del recupero del vecchio immobile, iniziato circa 15 anni fa, è già costato circa 2 milioni di ed ha visto la realizzazione di palificazioni e nuove sottofondazioni, nuovi solai, tutti gli infissi esterni e la parte impiantistica che giorno per giorno va a deteriorarsi.  Il progetto definitivo, peraltro validato dal Rina - lo stesso Ente che ha validato la più grande nave italiana da crociera Costa in questi giorni- ha avuto oltre 1,5 milioni di dal Mps che, presumibilmente, sono stati stupidamente perduti. Sempre lo stesso progetto risponde a tutti i più moderni requisiti della strutture bibliotecarie con scaffalature libere, sale internet e multimediali, sale di lettura, punto di ristoro interno ed esterno, luoghi di aggregazione e soprattuto è completamento privo di barriere architettoniche mettendo a disposizione anche sale ipovedenti con libri parlati e moderni ascensori.  Dal punto di vista metodologico, appare singolare la proposta di fare un "concorso d'idee" per un progetto già esecutivo dal 2008 quando nemmeno per il "ciambellone" dell'inutile e futuribile Centro degli etruschi si è utilizzato questa normale procedura. Ciò è stato già denunciato anche dall'Ordine degli architetti.  Per ultima la considerazione, che serve a fare ulteriore chiarezza, sulle diverse tipologìe di biblioteche. Appare fuorviante ed improprio parlare genericamente di biblioteche confondendo quelle scolastiche con le civiche. Se viene ritenuto necessario costruire una nuova biblioteca alla cittadella dello studente ciò non riguarda la civica Chelliana che ha ruoli e funzioni diverse. Solo per chi non conosce la questione, o ha frequentato poco le biblioteche scolastiche, ricordo che esiste già al Polo liceale una capiente biblioteca che ospita oltre 35.000 volumi e che di fatto la rende seconda in tutta la provincia. Forse alla cittadella servirebbero altre opere tra le quali annovero, auditorium, sale per la musica, percorsi ciclabili o più semplicente acqua potabile da bere alle cannelle. Elementi che a tutt'oggi la Provincia non riesce a garantire.

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