Il dolore
Era in Italia da più di vent'anni
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DISPERAZIONE. Degli amici di Cheickh Niange Arrivato da Brescia, era stato ribattezzato "Gnegno" dagli amici
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ALBINIA. Nato nel 1954 in Senegal, Cheikh Niang, si era trasferito da poco a Orbetello e viveva in località la Barca, una frazione del paese di Albinia dove ci si conosce tutti. Il suo nome "italiano" era Gnegno, tutti lo chiamavano così per il suono cantilenante della sua voce. «Un uomo simpatico, gentile e molto pratico», dicono di lui gli amici della comunità senegalese, accorsa numerosa sul posto, appena appresa la notizia della tragedia. Approdato in Italia più di venti anni fa, a Brescia, aveva cominciato la sua carriera da venditore ambulante con il fratello, che, però, non si è trasferito in Toscana con lui. Da dieci anni a questa parte era una delle presenze fisse sulle spiagge maremmane. La Feniglia, in particolare, era il suo principale territorio d'azione ed il suo nome risultava tra i più conosciuti tra i turisti sulla spiaggia. Grazie allo spirito affabile e alla sua abilità negli affari, Cheikh era apprezzato da molti turisti e conosciuto dalle persone del luogo; riusciva così a sbarcare il lunario senza troppa difficoltà, in modo tale da inviare a casa quanto necessario per mantenere la sua numerosa famiglia che vive laggiù, in Africa. In Senegal, Cheickh Niange lascia infatti tre mogli e più di dieci figli; anche se neanche gli amici più stretti, quelli che vivevano con lui al campeggio, hanno mai saputo altro sulla sua vita. C.D.V.
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