Sicurezza
Cala la differenziata nel 2010, Roberto Barocci teme il disimpegno
Sos raccolta porta a porta «Il Comune ci crede ancora?»
Sara Landi
3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Cambio di assessore e quindi di strategia sulla raccolta differenziata a Grosseto? Se lo è chiesto con preoccupazione in questi giorni il Forum ambientalista di Grosseto che ha deciso di interpellare con una mail il diretto interessato, l'assessore all'ambiente Giancarlo Tei. Il quale, come si legge nel servizio accanto, assicura: «Nessuna marcia indietro, Il mio pensiero è stato equivocato». «L'assessore Tei - scrive preoccupato Roberto Barocci del Forum ambientalista - ha annunciato che non verrà estesa la raccolta dei rifiuti porta a porta a Gorarella per mancanza di soldi, anche se tale raccolta è più conveniente della raccolta con i cassonetti stradali già a partire dalla fine del primo anno di gestione, purché si contabilizzino secondo legge tutte le voci e purché il costo iniziale relativo ai mezzi e bidoncini, consegnati alle famiglie, sia ammortizzato correttamente in più anni». Ma Barocci va oltre e pone l'accento sull'entità della raccolta differenziata nel Comune di Grosseto relativo al 2010. I dati, spiega Barocci, non sono stati ancora ufficializzati ma parlano chiaro: «Sta calando la percentuale di raccolta differenziata che passa dal 34 per cento del 2009 al 30 per cento del 2010. Considerando l'ottimo risultato, 77 per cento, conseguito con il porta a porta a Barbanella nel 2010 questo calo può voler dire una cosa sola: che nel resto della città, non si differenzia quasi più e tutti i contribuenti ne pagheranno le conseguenze in bolletta». Barocci ricorda infatti che «la legislazione europea e italiana hanno fissato obiettivi importanti al fine di ridurre sia gli oneri a carico dei cittadini sia i danni alla salute, ponendo tasse aggiuntive a carico delle comunità che non hanno raggiunto il 45 per cento di raccolta differenziata al dicembre 2008 e che non raggiungeranno il 65 per cento alla fine del prossimo anno». Obiettivo che per Grosseto, alla luce dei dati ufficiosi sulla differenziata nel 2010, sembra totalmente fuori dalla portata. Ma su questo l'analisi del Forum ambientalista si sposta dal Comune di Grosseto al piano provinciale dei rifiuti. «Mentre la legislazione si evolve - scrive Barocci a Tei - la provincia di Grosseto è ferma a un piano dei rifiuti concepito nei primi anni Novanta e ampiamente superato in fatto di tecniche capaci di tutelare meglio la salute pubblica, di garantire minori costi e maggiore occupazione. Soprattutto tale piano è stato imbalsamato per i prossimi 27 anni per consentire ad un soggetto privato, il costruttore dell'impianto delle Strillaie, di ricevere una quantità costante di rifiuto indifferenziato che deve essere lavorato per poi essere bruciato e diffondere nell'atmosfera emissioni oggi riconosciute cancerogene». Da qui l'appello al neoassessore comunale all'ambiente: «A Tei, che si trova senza colpe a dover gestire un piano imbalsamato per mezzo secolo da altri soggetti, molto poco sensibili al bene collettivo, vogliamo dare un consiglio. Non ascolti i responsabili di tale scelte fallimentari e si dimostri fedele ai suoi valori: faccia come hanno fatto gli amministratori di centrosinistra della Versilia, i quali, trovatisi nelle medesime condizioni, hanno aperto un dibattito pubblico partecipato e, alla fine, hanno imposto al soggetto privato una nuova convenzione, eliminando la filiera dell'incenerimento e avviando una raccolta differenziata spinta con il recupero del materiale differenziato». Secondo Barocci non è un'ipotesi remota: «In Versilia gli amministratori erano vincolati da una convenzione simile a quella che riguarda le Strillaie ma è stato avviato un processo partecipativo e si è cambiato indirizzo seguendo il modello di Capannori dove governano ugualmente amministratori del centrosinistra, non dei marziani. È una strada che si può seguire anche a Grosseto».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
