Il Tirreno

Grosseto

Raid dei ladri in tre villette

Guido Fiorini
<b>VIA DELLA TRIGLIA.</b> Qui due dei tre colpi dei ladri
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VIA DELLA TRIGLIA. Qui due dei tre colpi dei ladri

Ricco bottino: due auto Audi, soldi, gioielli, orologi

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 GROSSETO. Raid dei ladri in tre villette a Principina a Mare. Hanno colpito, aiutati anche dal buio che domina la frazione, in via della Triglia e in via dell'Aragosta, anche in casa del presidente della Banca della Maremma, Francesco Carri, e in quella di due giovani architetti. E il bottino comprende anche due auto di lusso.  È successo nella notte fra domenica e lunedì. Sulla vicenda indagano i carabinieri, complessivamente il bottino ammonta ad alcune migliaia di euro in contanti, alcuni gioielli, un orologio di valore e due Audi, l'A6 di Carri e una Q7. E per poco i ladri, forse dei professionisti stando all'abilità con cui hanno forzato le porte d'ingresso, non sono riusciti a portar via anche la Bmw di Federico Guarracino e Cecilia Gentili, la coppia che abita in via dell'Aragosta. I ladri hanno colpito in modo analogo nelle tre case, sempre con i proprietari in casa e non facendo alcun rumore.  «Alla fine meglio che non mi sia svegliato - commenta Francesco Carri, amareggiato per il furto subito, ma soprattutto per la violazione della propria intimità - perchè non si sa mai cosa possa accadere trovandosi di fronte dei ladri di professione. Mi sono accorto del furto al mattino, quando sono sceso a piano terra per fare la doccia. C'era la porta aperta, c'erano fogli sparsi ovunque. Quando ho visto il portafoglio in terra e che non c'erano più le chiavi della macchina ho capito cosa era accaduto. Noi non ci siamo svegliati, neppure il cane, che dorme in camera con noi, ha sentito niente».  I rilievi sono stati fatti dai carabinieri: «Le carte di credito le hanno gettate in giardino, quasi a spregio - spiega ancora Carri -. E il dispiacere più grande è per un orologio che mi avevano regalato i colleghi, oltre che per la violazione della casa, una sensazione davvero poco piacevole». E certo il buio di Principina, dove i pochi lampioni che funzionano sembrano candele da camposanto, non ha contribuito: «Non mi va di fare polemica - dice ancora - ma in effetti c'è parecchio buio. Lo so che è abitata due mesi all'anno Principina, ma almeno in questo periodo la luce ci vorrebbe».  E anche Cecilia Gentii e Federico Guarracino si sono svegliati con il borsello "ripulito". Dormivano nella loro villetta trifamiliare quando qualcuno ha forzato la serratura con un trapano ed è entrato. Se n'è accorto il marito alle 5, quando è sceso in salotto a prendere la valigia e partire per Milano per lavoro, e ha scoperto il tutto. I figli piccoli dormivano. I ladri avevano rotto la serratura della veranda principale «con un trapano silenzioso; almeno noi non abbiamo sentito niente», dice l'architetto. Il bottino è stato di 450 euro rubati dal borsello. Il pc portatile non è stato preso; una telecamera lasciata al suo posto. La valigia è stata trovata aperta in veranda con i vestiti sparpagliati. Sono state prese le chiavi della Bmw, ma in questo caso l'auto è rimasta al suo posto. Il mazzo è stato trovato in terra accanto al veicolo. Secondo i derubati, l'impennata dei furti è colpa anche del buio. «Via dell'Aragosta non è illuminata, i lampioni si surriscaldano e si spengono».

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