Finanza
La segretaria del Pd, Barbara Pinzuti, disegna un quadro preoccupante
«Pronti a scelte dolorose»
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PD. La segretaria Barbara PinzutiChiede alla Regione di garantire il finanziamento aggiuntivo
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GROSSETO. Il momento delicato della sanità, con la Regione che potrebbe tagliare il finanziamento aggiuntivo per la Asl 9, preoccupa la segretaria del Pd, Pinzuti. E la riorganizzazione, necessaria con 12 milioni di euro in meno, coinvolge 6000 tra dipendenti Asl e coop sociali. «Scelte difficili per gli amministratori per i tagli del governo. Consolidamento delle Sds, ampliamento del Misericordia, intensità di cura: tutto concorrerà a definire il modello della sanità grossetana dei prossimi anni. Così la questione delle risorse destinate alla provincia di Grosseto, nell'ambito della ripartizione regionale, diventa centrale». Ma le risorse supplementari che la Regione ha sempre erogato, riconoscendo la particolarità di questo territorio non possono venire a mancare. «Il Pd ritiene necessario il mantenimento del finanziamento supplementare anche per il 2011 e l'adozione di sistemi di finanziamento, già dal prossimo Piano socio sanitario, che tengano conto della specificità della Maremma». Barbara Pinzuti interviene al termine di una settimana rovente per la sanità grossetana, in particolare per le agitazioni dei medici. «Non poteva essere altrimenti. Quello che stiamo vivendo è un momento decisivo per i futuri standard del diritto alla salute nella nostra provincia. Agli amministratori spetta il compito di valutare insieme alle comunità locali lo spazio delle scelte possibili, nella consapevolezza che, a risorse limitate, ogni scelta implicherà sempre una rinuncia. Dobbiamo difendere il nostro sistema sanitario dagli attacchi di una destra che persegue solo interessi individuali e mai collettivi, che baratta il diritto alla salute con il diritto, più o meno esplicito, all'evasione fiscale. Un esempio su tutti: l'azzeramento del fondo per la non autosufficienza determinerà una forte riduzione delle risorse a disposizione esponendo, in un circolo vizioso, cittadini in difficoltà a rischi sempre maggiori per il loro stato di salute. Cosa facciamo dei servizi attualmente finanziati con il fondo? Come li finanzieremo nel futuro? E' a questo tipo di domande, e di scelte, che dovremmo nei prossimi mesi far fronte». «La scelta dell'ospedale per intensità di cura che innova il sistema toscano ci porterà a regime ad avere una rete ospedaliera più efficace, in grado di intervenire con più appropriatezza. Questo non significa non prendere atto delle difficoltà che la sua introduzione sta determinando nei nostri ospedali. E' necessario quindi, da un lato superare le resistenze al cambiamento e, dall'altra impegnarsi a favorire una maggiore condivisione sul modello, favorendo la motivazione, la partecipazione e il coinvolgimento di tutte le professioni sanitarie. Se l'ospedale assorbirà meno risorse gli investimenti futuri dovranno essere concentrati sul territorio: hospice, ospedali di comunità, case della salute, sistema di emergenza territoriale, integrazione sociosanitaria, rete consultoriale, prevenzione. Un sistema di cure primarie forte, infatti, garantisce maggiore salute, persegue l'equità e aiuta a contenere i costi complessivi del sistema. A maggior ragione in un territorio, quello grossetano, che si attesta come il più vasto della regione e il meno intensamente abitato, con l'età media più alta della Toscana». «Il Pd sarà promotore di un vasto confronto con i territori perché le scelte future siano partecipate, consapevoli e non frutto di decisioni avventate o episodiche. Il sistema Asl 9 ha dimostrato una notevole capacità nel migliorare le proprie performance: il sistema di valutazione regionale ha riconosciuto l'Asl di Grosseto come una delle migliori. E questo è un risultato che dobbiamo ai tanti professionisti, alle associazioni, al terzo settore, al mondo della cooperazione sociale, in poche parole a tutto il sistema socio sanitario grossetano. Un sistema che, nel suo complesso, rischia, anche sotto il profilo occupazionale, di entrare in una grave crisi coinvolgendo l'economia di tutta la provincia».
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