Toscana
Piovono firme contro la farmacia bis
Già 250 sottoscrizioni per bloccare l'ipotesi del negozio al Cassarello E i grillini attaccano la giunta: «Scelta amorale e soldi sprecati»
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FOLLONICA. Duecentocinquanta firme in pochi giorni, è protesta sull'apertura della seconda farmacia comunale. Ennesima decisione dell'amministrazione comunale contestata dai cittadini, che per far tornare sui suoi passi il Comune si sono fatti promotori di una raccolta firme, arrivata a quota 250 sottoscrizioni in pochi giorni. Se l'anno passato una petizione proprio sulla farmacia venne promossa dai residenti della 167 ovest, ora si mobilitano quelli di Cassarello, ma per il motivo opposto. I primi chiesero a gran voce che il nuovo punto vendita comunale fosse aperto nella loro zona, nel centro commerciale, raccogliendo quasi duemila firme; mentre oggi gli altri concittadini stanno protestando per bloccare la decisione che porterà la farmacia nel loro quartiere. Un caos, che qualcuno dice esser derivato da una politica fatta solo nelle stanze dei bottoni e priva di un contatto reale con la popolazione. Questo "qualcuno" sono i grillini follonichesi, che tacciano l'amministrazione guidata da Eleonora Baldi, di "amoralità" e di spendere troppi soldi per un affitto salato. «A Follonica assistiamo in questi giorni all'ennesimo esempio di una politica distante dai propri cittadini, una politica che spesso rende legale ciò che è amorale, normale ciò che non era neanche immaginabile», dicono dal movimento 5 Stelle. «È infatti legale, aprire una nuova farmacia in un quartiere di Follonica. È amorale aprirla in via Cassarello, di fronte a una parafarmacia preesistente senza contare che i cittadini della 167 ovest l'avevano chiesta con forza l'anno precedente. Si è nella legalità quando si dice che l'area commerciale dietro il cinema Astra mal si presta alla realizzazione di una farmacia. È un obbligo morale provare a rilanciare il centro commerciale della 167 Ovest, ormai in degrado da molti anni, realizzando un'opera sociale. È perfettamente legale pagare 3400 euro al mese per un fondo in via Cassarello, quando nelle stesso quartiere se ne pagano 1050 per uno di metà ampiezza. È una malversazione spendere in un anno 40.800 euro dei contribuenti quando potrebbero essere sufficienti 12mila in meno. La legge pone dei severi vincoli sulla dislocazione e il numero di farmacie sul territorio ma, come dice l'assessore Pinzuti, "la parafarmacia è invece considerata una vera e propria attività commerciale che non rientra tra questi limiti". Quindi - conclude il Movimento 5 Stelle - il mercato delle farmacie non è libero, ma possiamo tranquillamente non curarci delle parafarmacie perché soggiacciono alle regole della concorrenza. La legge permette di creare tre posti di lavoro precari rischiando di mandare a casa altri due dipendenti (di cui uno a tempo indeterminato) e di portare al fallimento una giovane imprenditrice». P.V.
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