Il Tirreno

Grosseto

Muri e panchine imbrattati di poesie

Francesca Gori
<b>VERSI SPARSI.</b> Sui muri, sulle panchine, sui lampioni della cittadina lagunare sono comparsi sabato centinaia di volantini con poesie stampate da un&#146;associazione fiorentina che divulga la poesia. I vigili stanno cercando i responsabili. Toccher&agrave; loro pagare per ripulire Orbetello da quei manifesti
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VERSI SPARSI. Sui muri, sulle panchine, sui lampioni della cittadina lagunare sono comparsi sabato centinaia di volantini con poesie stampate da un’associazione fiorentina che divulga la poesia. I vigili stanno cercando i responsabili. Toccherà loro pagare per ripulire Orbetello da quei manifesti

Ovunque volantini attaccati con la colla. Il sindaco: «Pagheranno loro»

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 ORBETELLO. Dante, la sua Beatrice l'ha cantata in versi, scritti sulla pergamena e diventati immortali. Versi che però non sono stati affissi sui muri, sulle panchine e in ogni altro posto disponibile. È successo a Orbetello, opera di un movimento "autonomista" della poesia.  Manifestini che sono spuntati sabato mattina in tutta la cittadina lagunare. Poesia, stampate su fogli grandi, di quelli che si utilizzano per fare le fotocopie.  Il movimento autonomista per la poesia non ha guardato in faccia niente e nessuno. In poche ore, il centro di Orbetello si è trovato sotto un velo di fogli e parole. Qualcuno si è fermato incuriosito a leggere, qualcun altro invece si è seduto direttamente sui versi che coprivano le panchine. Qualcun altro si è arrabbiato e ha segnalato la manifestazione d'arte al Comune. Il sindaco Monica Paffetti non ha aspettato nemmeno un attimo a chiedere l'intervento della polizia municipale che aveva ricevuto anche il mandato di trovare un modo per ripulire il centro. Nulla da fare, gli agenti e gli operai del Comune non sono riusciti a ripulire. I volantini erano attaccati con una colla molto potente, impossibile da staccare.  «Sono rimasta di stucco sabato mattina quando ho visto questo scempio - dice il sindaco Monica Paffetti - perché quest'azione è una cosa incivile, che non mi aspetto assolutamente da chi ama la poesia. Ci sono degli spazi appositi che potevano utilizzare. Non avrebbero dovuto ridurre la nostra città in questo modo». Nessuna giustificazione, da parte del sindaco che ha anche assunto la delega alla Cultura, alla manifestazione poetica che è andata in scena sui monumenti e sui muri delle case di Orbetello, senza alcuna autorizzazione. Ma l'arrabbiatura del sindaco, che ha dato mandato alla polizia municipale di Orbetello di scoprire chi sono gli autori di questa iniziativa d'arte estemporanea, non è ancora passata. «La municipale sta cercando di capire con i tecnici come staccare tutti quei volantini - dice - e soprattutto stanno cercando i responsabili di quest'azione. Ovviamente, ci rifaremo su di loro». Il danno, per ora è inquantificabile, anche se è chiaro che per ripulire tutto ci vorrà tempo e una ditta in grado di togliere tutta quella colla da muri, panchine, lampioni e chi più ne ha più ne metta. Di spazio libero per scrivere il classico (sebbene incivile lo stesso) «ti amo» sul muro col pennarello indelebile ce n'è rimasto davvero poco. E il lavoro di una ditta specializzata costerà dei soldi al Comune. Soldi che l'amministrazione si farà risarcire dai responsabili, una volta trovati. «Perché per divulgare la poesia non c'è bisogno di compiere queste azioni - aggiunge - un gesto così non me lo sarei proprio aspettato da chi ama la cultura e l'arte anche nelle sue forme più originali».  Intanto, finché non sarà tutto sistemato, a Orbetello ci si potrà sedere sui versi.

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