Il Tirreno

Grosseto

Landi non convoca l’assemblea, i consiglieri scrivono al Prefetto

Il viaggio negli States dei politici L'opposizione presenta ricorso

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 ARCIDOSSO. L'opposizione di Arcidosso si rivolge al Prefetto per la mancata iscrizione all'ordine del giorno del consiglio comunale di un punto richiesto da un quinto dei consiglieri. Dunque la battaglia si fa dura fra maggioranza e opposizione arcidossina e si consuma sul terreno di un viaggio negli Stati Uniti di alcuni rappresentanti istituzionali dai quali si vuole il resoconto. Ma ecco i fatti che hanno convinto i consiglieri di opposizione Michele Nannetti (Lega Nord), Alberto Lazzeretti e Gonippo Bramerini a rivogersi al prefetto. Quelli della minoranza, dunque, avevano richiesto il 13 giugno «la convocazione di un consiglio comunale che avesse, tra gli altri, come punto all'ordine del giorno anche quello di deliberare sulla convocazione da parte dello stesso sindaco di una "assemblea aperta"». Ma quel punto all'ordine del giorno non c'era. «L'assemblea aperta sulla cui convocazione si chiedeva di deliberare riguardava l'esperienza vissuta dall'assessore regionale all'Ambiente, dal presidente della comunità montana Amiata e dal sindaco di Santa Fiora negli Stati Uniti affinché rappresentassero personalmente alla popolazione, visto che si sono ivi recati come ambasciatori della collettività e non privatamente, quanto recepito nel loro viaggio statunitense in materia di sfruttamento geotermico». La tematica oggetto del ricorso, dunque, appare all'opposizione come uno di quei «rilevanti motivi di interesse della comunità» di cui parla l'articolo 49 del Regolamento. E il sindaco è tenuto a convocare il consiglio.  Emilio Landi, invece, nelle proprie comunicazioni consiliari ha rappresentato come secondo lui la decisione sulla adunanza aperta riguarderebbe una decisione sua personale e che non può costituire quindi oggetto di deliberazione consiliare.  «Ebbene preme evidenziare come nella citata disposizione regolamentare non sia specificato quali "argomenti" possano essere o non essere indicati - incalza l'opposizione - e né che tale esame sia riservato alla discrezionalità del Sindaco, dovendo pertanto ritenersi sufficiente, ai fini dell'accoglimento della domanda di convocazione del Consiglio, che la stessa provenga da un quinto dei consiglieri, proprio come avvenuto nel caso di specie.  Tale possibilità, infatti, costituisce uno dei pochi residui di potere spettanti alla minoranza che, a tutela delle regole democratiche, deve essere rispettato nell'interesse del popolo».  L'opposizione quindi ora aspetta la decisione del Prefetto il quale, come stabilito all'art. 24, ultimo comma, in caso di inosservanza del descritto obbligo di convocazione del Consiglio, può previa diffida, provvedere lui stesso al posto del sindaco a disporre la convocazione del consiglio comunale. (f.bon.)

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di Redazione web