Il Tirreno

Grosseto

Il regolamento si scorda dei gazebo in spiaggia Attività salve in extremis

Francesca Ferri
<b>BARACCHE </b>stagionali al servizio delle attivit&agrave; estive sulle spiagge
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BARACCHE stagionali al servizio delle attività estive sulle spiagge

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 GROSSETO. Sono abituati a fronteggiare le bizze del vento e gli umori del mare ma, più che con le burrasche e le correnti marine, gli imprenditori della spiaggia di Marina e Principina devono vedersela con la burocrazia, le cui coordinate sono spesso più ingarbugliate di un nodo scorsoio.  L'ultimo "regalo" degli uffici comunali è nel neoadottato Regolamento urbanistico che, per una dimenticanza, ha rischiato di non far partire la stagione balneare per mezza dozzina di loro.  Gli imprenditori coinvolti sono sei tra gestori di campeggi e di scuole di vela da Fiumara a Principina. Sono tra quelli che hanno ombrelloni e sdraio sull'arenile ma, a differenza dei titolari di stabilimenti, non possiedono un bagnetto, cioè una struttura fissa, bensì allestiscono, all'inizio di ogni stagione, un piccolo gazebo per ricoverare gli attrezzi o fare da punto di ristoro, che viene rimosso a fine estate.  La prassi, fino all'anno scorso, era fare domanda a gennaio e avere la concessione in tempo utile per il 1º maggio. Quest'anno le cose dovevano cambiare: all'orizzonte, il miraggio di non dover ripetere la trafila ma avere, d'ora in poi, la possibilità di allestire automaticamente il gazebo. La soluzione doveva trovare dimora nel Ru, che all'articolo 89 prevede che in alcuni punti della spiaggia si possano costruire queste strutture.  È stata un'amara sorpresa, però, per i sei imprenditori scoprire che nella mappa relativa a Marina e Principina sono previsti solo alcuni impianti, ad esempio quello del campeggio comunale a Principina, e non i loro. Tutto con l'estate alle porte.  La "svista" non è stata indolore. Il 1º maggio, data ufficiale d'inizio stagione balneare, i sei hanno potuto aprire gli ombrelloni ma senza un gazebo dove appoggiare uno spillo.  Alla fine, anche quest'anno la faccenda si è dovuta risolvere con il vecchio metodo. Bonifazi ha allungato di qualche riga l'ordinanza sulla stagione balneare 2011 e inserito la possibilità per gli interessati di allestire "strutture stagionali". Lo stesso Regolamento urbanistico, del resto, prevede che il sindaco possa consentire la realizzazione di manufatti precari "per comprovati motivi di necessità o per esigenze di carattere pubblico o generale".  Dalla spiaggia è arrivato un sospiro di sollievo ma rimane qualche strascico. Primo perché, se non si aggiorna il Regolamento, anche il prossimo anno e per tutti gli anni a venire il sindaco dovrà ribadire in un'ordinanza quello che poteva essere fatto in automatico. Secondo perché l'ordinanza è stata emanata solo il 10 giugno scorso, a quaranta giorni dall'inizio della stagione, e per tutto il tempo c'è chi ha dovuto fare la spola tra la spiaggia e il garage di casa per fare rimessaggio, a sera, di vele, tavole, gommoni di salvataggio e tutto quanto serve alla sicurezza e alla comodità dei clienti e che non poteva essere lasciato in spiaggia.  Insomma, con un bastimento di pazienza, solo a luglio iniziato i sei possono finalmente smettere di occuparsi del Comune e dedicarsi a tempo pieno ai propri clienti.

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di Redazione web