Sicurezza
Medici in stato di agitazione
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SANITÀ. L’ospedale Misericordia di Grosseto«La direzione Asl ha stravolto l'assetto organizzativo»
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GROSSETO. Stato di agitazione proclamato dalle segreterie provinciali di Anaao-Assomed, Cimo-Asmd, Cisl Medici, Cgil Medici, Fesmed, Simet e Uil Medici contro la riorganizzazione della continuità assistenziale annunciata dalla direzione aziendale della Asl 9. «La nostra posizione non è cambiata rispetto alle trattative - dicono i responsabili della dirigenza medica - contrariamente a quanto dichiarato dalla direzione aziendale».
«Sul Modello organizzativo aziendale approvato - scrivono i sindacati - le organizzazioni sindacali sono state solamente informate ed hanno osservato come fosse stato meglio avere una organizzazione per Dipartimenti aziendali invece che per Macrolivelli ospedalieri e territoriali, per raggiungere così una maggiore integrazione tra le varie strutture».
I sindacati dei medici «confermano gli aspetti positivi degli accordi raggiunti sull'orario di lavoro e sugli incarichi professionali, ma ritengono che a seguito di quegli accordi sono state intraprese trattative che riducono la continuità assistenziale, in particolare l'accordo firmato aveva preso atto dell'assetto organizzativo in essere e non prevedeva il suo stravolgimento dopo qualche mese con l'abolizione di alcune guardie mediche (Neurologia e Ortopedia) e di un certo numero di Pronte disponibilità.
Ritengono opportuno ricordare che il servizio prestato dai medici all'utenza durante le ore notturne e nei giorni festivi, quanto a tempestività e sicurezza delle cure, non è il medesimo sia che il medico sia in servizio oppure al proprio domicilio». I sindacati dei medici contestano anche le affermazioni relative alla Pronta disponibilità: «Non corrisponde al vero che nelle altre Asl ed in particolare negli ospedali di riferimento provinciale vi sia la Pronta disponibilità per specialità come la Neurologia e l'Ortopedia. Vi sono eccezioni come Pistoia ed Arezzo su 15 realtà sanitarie».
«I medici, prendendo atto della riduzione delle risorse imposte da Stato e Regioni, ribadiscono che la cronica carenza di personale sia al Misericordia sia negli ospedali periferici, con servizi da erogare rimasti invariati, non è garanzia di sicurezza e non è sopportabile a lungo, e chiedono di individuare altri settori dove eseguire trasformazioni per raggiungere gli obiettivi di bilancio e non con la modificazione in Pronta disponibilità di alcune guardie mediche o trasferendo funzioni mediche ad altre figure professionali».
E quindi la conclusione: «Le organizzazioni sindacali non accettano che i costi della crisi ricadano per intero sui medici - si legge nella nota - Stigmatizzano la rigidità della Direzione aziendale propensa più all'applicazione del suo modello organizzativo piuttosto che al raggiungimento di soluzioni condivise, per cui in attesa di ulteriori incontri, dichiarano lo stato di agitazione».
«Sul Modello organizzativo aziendale approvato - scrivono i sindacati - le organizzazioni sindacali sono state solamente informate ed hanno osservato come fosse stato meglio avere una organizzazione per Dipartimenti aziendali invece che per Macrolivelli ospedalieri e territoriali, per raggiungere così una maggiore integrazione tra le varie strutture».
I sindacati dei medici «confermano gli aspetti positivi degli accordi raggiunti sull'orario di lavoro e sugli incarichi professionali, ma ritengono che a seguito di quegli accordi sono state intraprese trattative che riducono la continuità assistenziale, in particolare l'accordo firmato aveva preso atto dell'assetto organizzativo in essere e non prevedeva il suo stravolgimento dopo qualche mese con l'abolizione di alcune guardie mediche (Neurologia e Ortopedia) e di un certo numero di Pronte disponibilità.
Ritengono opportuno ricordare che il servizio prestato dai medici all'utenza durante le ore notturne e nei giorni festivi, quanto a tempestività e sicurezza delle cure, non è il medesimo sia che il medico sia in servizio oppure al proprio domicilio». I sindacati dei medici contestano anche le affermazioni relative alla Pronta disponibilità: «Non corrisponde al vero che nelle altre Asl ed in particolare negli ospedali di riferimento provinciale vi sia la Pronta disponibilità per specialità come la Neurologia e l'Ortopedia. Vi sono eccezioni come Pistoia ed Arezzo su 15 realtà sanitarie».
«I medici, prendendo atto della riduzione delle risorse imposte da Stato e Regioni, ribadiscono che la cronica carenza di personale sia al Misericordia sia negli ospedali periferici, con servizi da erogare rimasti invariati, non è garanzia di sicurezza e non è sopportabile a lungo, e chiedono di individuare altri settori dove eseguire trasformazioni per raggiungere gli obiettivi di bilancio e non con la modificazione in Pronta disponibilità di alcune guardie mediche o trasferendo funzioni mediche ad altre figure professionali».
E quindi la conclusione: «Le organizzazioni sindacali non accettano che i costi della crisi ricadano per intero sui medici - si legge nella nota - Stigmatizzano la rigidità della Direzione aziendale propensa più all'applicazione del suo modello organizzativo piuttosto che al raggiungimento di soluzioni condivise, per cui in attesa di ulteriori incontri, dichiarano lo stato di agitazione».
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