Proteste
Beppe Pii, l'Isgrec non dimentica
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INDIMENTICATI Beppe Pii e (a destra) Leonardo SalvatoreDell'Istituto fu vicepresidente: «Il suo amore per cultura e politica era contagioso. Tanti giovani gli devono la scoperta del cinema»
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GROSSETO. Nei giorni scorsi Grosseto ha pianto la scomparsa di Giuseppe Pii, figura importante per il suo prezioso contributo alla cultura e alla politica cittadina. Non a caso è stato il sindaco Emilio Bonifazi il primo a esprimere cordoglio a nome della città. Ora è l'Isgrec a ricordare Pii, che del prestigioso istituto fu vicepresidente. «Il sindaco Bonifazi - scrive l'Isgrec - ha voluto ricordare il ruolo di assessore del Comune di Grosseto di Beppe Pii. Vogliamo aggiungere al suo il ricordo dell'Istituto storico grossetano della Resistenza e dell'età contemporanea, di cui è stato per un periodo vicepresidente». «Beppe - prosegue la nota - portava con sé ovunque la passione della politica. Con i meno giovani tra noi aveva condiviso esperienze importanti, negli anni Ottanta, proprio in quel ruolo di assessore alla Pubblica Istruzione. Il convegno nazionale del Cidi Informatica e scuola, il Cinemascuola; momenti di cultura alta, che avevano portato a Grosseto, e non episodicamente, figure di prestigio della cultura italiana. Basta ricordare Guido Aristarco e un corso di formazione che durò un anno, coinvolgendo soprattutto studenti, e poi Carlo di Palma, Ugo Pirro, Giuliano Montaldo». «Non l'hanno dimenticato quei giovani, in cui cominciò a crescere, da allora, una passione per il cinema, mai morta. E poi, da storici, pescando nell'archivio di quello che fu il suo partito, il Pci, troviamo non poche tracce di quel che hanno prodotto nel tempo le sue idee: lavoro politico- culturale, soprattutto, in stagioni vivaci». «È una memoria importante per noi, perché dell'eredità di questa e di altre esperienze hanno goduto la città e il nostro stesso Istituto, frequentato nei primi anni da molti insegnanti, formatisi in quei momenti. Beppe aveva anche un talento: sapeva ascoltare, recepire le proposte, che la città gli offriva, se ne riconosceva il valore, in un rapporto in cui faceva sentire agli altri il suo grande rispetto per la libertà». «A quelli tra noi, che lo avevano come amico, mancherà soprattutto il suo affetto».
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