Finanza
Da Cinigiano e Arcidosso una sorta di plebiscito da maggioranze e opposizioni
Sì allo Statuto dell'Unione
Fiora Bonelli
◗
CINIGIANO Il sindaco Silvana Totti Ma sulla fusione dei Comuni le spaccature sono profonde
3 MINUTI DI LETTURA
AMIATA. Anche Cinigiano e Arcidosso votano all'unanimità lo Statuto della prossima Unione speciale dei Comuni amiatini. Una sorta di plebiscito, insomma, sia delle maggioranze che dell'opposizione, si sta riversando nei consigli comunali svoltisi finora, riguardanti la "carta" dell'Ente che andrà a sostituire la Comunità Montana Amiata grossetana. Ma la rapidità di approvazione dello statuto e la concordanza fra gruppi politici è un segnale inequivocabile che l'Amiata c'è e c'è, in particolare, per tenersi ben strette le deleghe che ha amministrato gli ultimi 20 anni: bonifica, agricoltura e forestazione. Così, dopo Seggiano e Casteldelpiano, anche a Cinigiano e Arcidosso sul terreno dell'Unione e sul riconoscimento del ruolo della Comunità montana si sono incontrate maggioranza e opposizione. Nel presentare la proposta di Statuto, il sindaco Silvana Totti ha sottolineato come il percorso ultradecennale della Comunità montana abbia dato buoni frutti proprio grazie alla capacità di coordinamento e collaborazione tra i Comuni. L'adesione alla Unione non è stata solo un atto dovuto dalle indicazioni della legge (obbligatorio per Cinigiano associare le funzioni fondamentali) ma soprattutto una scelta convinta verso un ente che avrà un assetto e delle peculiarità proprie. «Il lavoro per la organizzazione dei regolamenti sarà enorme - ha sottolineato il sindaco - ma ci vede forniti di entusiasmo e di speranze di poter con questa manovra marcare il nostro territorio che sempre si trova ad essere penalizzato nella distribuzione dei fondi legata al numero degli abitanti». Ad Arcidosso la dichiarazione di voto del capogruppo di opposizione Nannetti ha condiviso la maggioranza nell'attacco alla provincia, e Nannetti ha addirittura auspicato la scomparsa dell'ente Provincia. E il sindaco Landi, sostenuto anche da Lazzeretti della minoranza: «Intendiamo non solo gestire i servizi associati - ha ribadito - ma anche proseguire le politiche territoriali con quelle deleghe. Per questo bisogna far presto e riuscire ad essere operativi ad ottobre». Ma se sull'Unione tutti concordano, non è stato così sul fantasma della fusione di cui alcuni sono fermi sostenitori. Fusione che prevede l'eliminazione dei Comuni e la nascita di un ente nuovo. No del sindaco Totti che afferma: «È basilare mantenere sul territorio un "uscio aperto" nei confronti dei cittadini, non crediamo che tagliando questi enti comunali che sono presidi importanti per i cittadini si rimetta in sesto il bilancio dello stato». Ad Arcidosso, invece, Nannetti dichiara un sì aperto alla fusione, mentre glissa sull'argomento il sindaco Landi che ha ribadito che «è dall'Unione che potrà arrivare la molla dello sviluppo». E infine sia Arcidosso che Cinigiano hanno riconosciuto il valore della Comunità montana. Lo ha dichiarato Lazzeretti per Arcidosso e Balocchi per Cinigiano. Due consiglieri di opposizione che pure spezzano una lancia a favore. In particolare Balocchi ha chiesto di portare il suo ringraziamento al presidente Ulivieri per l'opera attenta ed appassionata che ha svolto finora nell'interesse della montagna.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
