Il Tirreno

Grosseto

«Senza pontili regate addio»

Elisabetta Giorgi
Uno dei pontili sequestrati e Chiozzi
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Uno dei pontili sequestrati e Chiozzi

Lo Yacht club fa ricorso al Tar, decisione rinviata al 27

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 MONTE ARGENTARIO. Regate addio? Prosegue a Monte Argentario la guerra dei pontili che sta spaccando il promontorio tra vecchi e nuovi concessionari a colpi di ordinanze a ricorsi al Tar, col rischio di far naufragare (a detta dei diretti interessati) uno dei settori trainanti del territorio: le competizioni velistiche. Un esempio su tutti quelle firmate Panerai, il più importante circuito internazionale di regate riservate alle barche a vela classiche e d'epoca, e organizzate dall'ex concessionario "spodestato" dal bando comunale: l'Argentario Yacht club.  Lunedì scorso il sindaco Arturo Cerulli ha intimato la demolizione dell'approdo dello Yacht club presieduto da Piero Chiozzi, per far posto al nuovo pontilista (la società romana Marined) che si è aggiudicato il bando per dieci mesi. L'ex gestore (peraltro sempre al suo posto fino a sentenza del giudice) ha dunque fatto ricorso d'urgenza al Tar contro la decisione comunale. E due giorni fa il tribunale amministrativo si è pronunciato con una sospensiva fino al 27 luglio. Il giudice deciderà se confermare o meno l'ordine di demolizione allo Yacht club e dar ragione al Comune per far posto ai nuovi gestori, anche se proprio quel posto ha un tempo limitato: la nuova concessione dura dieci mesi. Dopodiché si andrà di nuovo a gara e nel nuovo round (dice Chiozzi) «noi stessi potremmo presentarci di nuovo, dopo aver demolito il nostro stesso pontile». Storce il naso il presidente, di fronte a un percorso difficile da digerire, ma glissa con un "no comment" sulla decisione comunale. Assistiti dallo studio Lessona di Firenze, «siamo contenti d'aver davanti a noi altri giorni - dice Chiozzi - E li aspettiamo nella speranza che il giudice accolga la nostra tesi. Vogliamo veder riconosciuto un diritto previsto dal decreto Milleproroghe e ribadito dall'ultimo decreto sul turismo, per arrivare a una proroga ex lege fino al 2015». Si tratta del terzo ricorso che l'associazione presenta per veder riconosciuti i propri diritti. Il primo era stato contro la legittimità del bando («riteniamo che la nostra concessione non sia scaduta e non debba essere messa a gara»). Il secondo «contro l'aggiudicazione definitiva della concessione all'altro soggetto (il 15 giugno), società romana di progettazione e gestione dei pontili». Il terzo oggi contro la demolizione. Il presidente dell'associazione, fondata nel 1960 e che conta 180 soci, insiste sul fatto che «si debba andare avanti perché riteniamo che il pontile non debba essere messo a gara». C'è poi una questione tutta concreta, fatta di "materia prima" e indotto. Con l'esclusione del vecchio gestore, dice il diretto interessato, rischia di scomparire uno spaccato fondamentale legato allo sport e all'economia del promontorio: le regate. Due filosofie di fondo diverse dividono gestore vecchio e nuovo. «La Marine D è una società a fini di lucro che punta a fare guadagno dagli ormeggi e non prevede manifestazioni sportive. Noi siamo un soggetto senza fini di lucro, che organizza regate sportive con lo spirito di promuovere il territorio e creare indotto». Che ne sarà di loro? «Se scompariamo noi scompariranno loro. Ne facevamo una decina all'anno, inclue quelle del glorioso circuito Panerai», col suo calendario di sfide all'insegna della bellezza e delle imbarcazioni d'epoca.

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