Finanza
A Pratini Alti un sopralluogo dei vigili fa scoprire edifici realizzati senza permesso
Nella campagna la casa abusiva
Francesca Ferri
Prima l'ordine di demolizione, ora il Comune acquisisce il tutto
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GROSSETO. Quando i vigili hanno aperto il cancello e sono entrati in quella proprietà tra Grosseto e Rispescia non hanno creduto ai loro occhi. Di abusi edilizi ne vedono spesso, ma un intero agglomerato di tettoie, ricoveri per attrezzi, perfino un appartamento di 100 metri quadri e un piazzale di 650 completamente pavimentato, tutto abusivo, non capita spesso di scoprirlo. Eppure è quanto si sono trovati davanti gli uomini della Municipale quando si sono presentati al cancello di una proprietà in campagna sulla strada comunale dei Pratini Alti, una via laterale della strada del Grancia nella zona di Grosseto sud. Senza uno straccio di permesso a costruire i proprietari, una famiglia di origini napoletane che abita tra l'Isola del Giglio e via Scansanese a Grosseto, su un terreno di 5mila metri quadri hanno tirato su una casa in mattoni di 100 metri quadri dotata di tutti i comfort: soggiorno con angolo cottura, due camere da letto, due bagni e un ripostiglio. E, tanto per non farsi mancare niente, pure un porticato esterno. Accanto alla casa, i proprietari hanno costruito una sorta di piccolo villaggio di campagna formato da quattro capannoni tra i 25 e i 40 metri quadrati l'uno che venivano utilizzati come ricoveri per attrezzi e rimessaggio di trattori e altre macchine agricole. In totale, circa 300 metri quadrati di costruzioni mai autorizzate. Ma non finisce qui. Per scongiurare polvere ed erbacce, i proprietari - sempre senza autorizzazione - hanno ricoperto l'intera corte esterna con una generosa gettata di cemento, che ha ripianato una fetta di campagna di 650 metri quadri. I vigili hanno fatto visita alla tenuta nel luglio di due anni fa, ordinando ai proprietari di demolire gli abusi. Per legge, oltre a pagare la multa, gli autori di costruzioni non autorizzate devono infatti abbatterle nel giro di novanta giorni per ripristinare lo stato originale dei luoghi. Così per il borgo ai Pratini non è stato - come la Municipale ha potuto verificare in un secondo sopralluogo a distanza di diversi mesi - e dunque il Comune di Grosseto è passato alla "seconda fase": acquisire al proprio patrimonio l'area in questione. Come prevede la legge regionale, se un abuso edilizio non viene abbattuto nei termini previsti, il Comune può toglierlo ai proprietari e assegnarselo di diritto. In questo caso manufatti e pertinenze sono inferiori a un decimo dell'intera proprietà, che è il limite stabilito dalle norme perché l'ente acquisisca le proprietà abusive, dunque il passaggio di proprietà è possibile. Se gli autori delle opere non faranno ricorso, nel giro di tre mesi il Comune potrà vantare un nuovo bene nel suo patrimonio.
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