Attenzione
Ex Molendi, «gli arbitri rinunciano»
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IL PROGETTO mai realizzato nellarea ex Molendi Massa Comune: «Il contenzioso è competenza del Tar»
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MASSA MARITTIMA. Non c'è ancora niente di ufficiale, ma sembra che il collegio arbitrale si dichiarerà non competente nelle controversie tra il Comune e la società immobiliare nella vicenda del parcheggio di piazzale Mazzini (caso ex Molendi), rimandando tutto al Tar. Sulla base di queste novità, la lista Massa Comune chiede di vedere le spese legali dell'amministrazione. «Ancora non abbiamo documenti ufficiali in mano. - dicono dalla lista - Ma quasi certamente il collegio si è ritenuto competente in materia». Questa vicenda è uno dei cavalli di battaglia della civica, che già lo scorso anno chiese al Comune di ricorrere al tribunale amministrativo in quanto soggetto di competenza. La vicenda nasce nella seconda metà degli anni Novanta, quando venne approvato in consiglio comunale un progetto di riqualificazione e accesso al complesso monumentale di San Cerbone. Questo consentiva al Comune di demolire a proprie spese i fabbricati di proprietà della Molendi srl, assumendo a proprio carico tutti gli oneri finanziari derivanti dagli eventuali imprevisti che fossero sorti nel corso di esecuzione dell'intervento e per la realizzazione del piano di costruzione, sul quale la società Immobiliare Porta al Salnitro era autorizzata a riedificare alcuni fabbricati, uno dei quali con vincolo ventennale per la somministrazione di alimenti e bevande, costituendo in suo favore un diritto di superficie a tempo indeterminato su alcune particelle di terreno. Questo progetto non è mai divenuto realtà e la società immobiliare, ritenutasi danneggiata, attivò nel maggio 2010 la procedura arbitrale prevista dalla convenzione stipulata tra le parti nel '98, chiedendo un risarcimento di ben 5 milioni e mezzo di euro al Comune. L'ente allora si affidò ai legali, con notule professionali per 22mila euro. «Sono state tante le spese legali in questa vicenda da parte del Comune, tra arbitrati, consulenze e pareri», continuano dalla civica. «L'ultimo parere, per capire di chi fosse competenza la controversia, è costato 3.500 euro. Ma noi lo avevamo già detto con una mozione che invitava il sindaco Lidia Bai a costituirsi in giudizio di fronte al Tar entro il 14 marzo 2011 (termine ultimo previsto dalla legge, ndc), per chiedere la nullità della clausola compromissoria». L'invito non venne accolto e la vicenda finì al collegio arbitrale. Come detto, atti ufficiali ancora non ce ne sono. «Li abbiamo chiesti senza ottenerli» continuano da Massa Comune, ma a quanto pare le conclusioni del collegio arbitrale sono queste. «Abbiamo chiesto tutte le spese legali che il Comune ha dovuto sostenere in questa vicenda - dicono - per capire chi se ne assumerà adesso la responsabilità politica, amministrativa e forse contabile».
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