La manifestazione
Chiede scusa alla clochard
Pierluigi Sposato
◗
SACRO CUORE. I cartoni su cui dormiva la donna molestataUno dei ragazzi le ha portato un sacco a pelo e viveri
3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Il gesto è significativo ed è importante che sia stato compiuto. Non esclude il prosieguo dell'azione penale ma, trattandosi di minorenni, il giudice difficilmente non potrà non tenerne conto. Ieri mattina uno dei due ragazzi che aveva molestato la donna che dorme sotto il porticato del Sacro Cuore è andato a chiederle scusa. Un pentimento sincero, un gesto in linea con quanto manifestato sin dal primo momento. Perché il ragazzo, e con lui la sua famiglia, da subito aveva capito di aver sbagliato.
«Il ragazzo e il padre sono venuti da me - dice l'avvocato Riccardo Lottini, che difende il minorenne - chiedendomi cosa era possibile fare per rimediare in qualche modo a quanto era avvenuto». Così insieme alla polizia di stato - che era intervenuta su richiesta della donna infastidita e anche minacciata dai due minorenni - il ragazzo e il padre ieri sono andati a trovarla nello stesso posto in cui ha trovato alloggio provvisorio da qualche tempo. Le hanno portato un sacco a pelo, dell'acqua e dei generi alimentari. E soprattutto il ragazzo le ha chiesto scusa. E le scuse sarebbero state accettate, dopo un'iniziale moto di comprensibile diffidenza.
La presenza degli agenti è stata importante per consentire di superare l'ultima barriera, quella del ricordo di un episodio ingiustificabile ma non imperdonabile. «Devo ringraziare il dottor Buccini e l'ispettore Falciani per la sensibilità dimostrata», dice l'avvocato Lottini riferendosi al dirigente della Questura che ha consentito l'incontro e al sottufficiale delle Volanti presente ieri davanti alla chiesa. Pochi minuti, quelli dell'incontro, che sono serviti a chiarirsi.
O quanto meno sono serviti al ragazzo per spiegarsi. «È un gesto che mitiga la gravità di quanto avvenuto - commenta il legale - e che testimonia il fatto che questo ragazzo ha una famiglia sana alle spalle». I generi alimentari e il sacco a pelo serviranno a rendere meno difficile la vita a questa donna, 55 anni, in cerca di una sistemazione più adeguata. L'episodio - per il quale è indagato un altro grossetano anche lui del 1994 - risale alla notte tra mercoledì e giovedì, alle 1,50 circa.
I due ragazzi (uno di loro ha già compiuto 17 anni) in sella a un ciclomotore non avevano trovato di meglio da fare che importunare la clochard. Un poliziotto ha sentito le grida e il ciclomotore che sgommava via, segnalando il fatto ai colleghi della Volante. Nel frattempo, la donna impaurita aveva raggiunto via Emilia, con lo scopo di far perdere le proprie tracce ai ragazzi, dopo aver cercato una cabina telefonica per chiedere aiuto.
Qui la donna camminava con il ciclomotore che la seguiva e avrebbe fatto finto di investirla. La donna si era nascosta prima nell'atrio di un palazzo e poi su un balconcino al piano rialzato. I due erano tornati al Sacro Cuore e avevano preso a calci il giaciglio che si era costruita. È proprio davanti al sagrato che l'equipaggio della polizia di stato ha trovato i due minorenni. Portati in Questura e denunciati, erano stati affidati ai rispettivi genitori.
Una delle due famiglie aveva minimizzato l'episodio, l'altra (quella del ragazzo che ha chiesto scusa) aveva invece stigmatizzato il gesto. I due sono stati denunciati alla Procura dei minori per minacce, disturbo del riposo e della quiete pubblica e anche per molestie. Nei prossimi giorni il sostituto procuratore fiorentino dovrà decidere la punizione per i due ragazzi, anche alla luce di quanto avvenuto ieri mattina sulle scale della basilica. Una punizione da valutare in chiave di rieducazione, visto che si tratta di sedicenni-diciassettenni. Ai quali viene offerta una chance per dare una svolta che cancelli definitivamente il loro comportamento.
«Il ragazzo e il padre sono venuti da me - dice l'avvocato Riccardo Lottini, che difende il minorenne - chiedendomi cosa era possibile fare per rimediare in qualche modo a quanto era avvenuto». Così insieme alla polizia di stato - che era intervenuta su richiesta della donna infastidita e anche minacciata dai due minorenni - il ragazzo e il padre ieri sono andati a trovarla nello stesso posto in cui ha trovato alloggio provvisorio da qualche tempo. Le hanno portato un sacco a pelo, dell'acqua e dei generi alimentari. E soprattutto il ragazzo le ha chiesto scusa. E le scuse sarebbero state accettate, dopo un'iniziale moto di comprensibile diffidenza.
La presenza degli agenti è stata importante per consentire di superare l'ultima barriera, quella del ricordo di un episodio ingiustificabile ma non imperdonabile. «Devo ringraziare il dottor Buccini e l'ispettore Falciani per la sensibilità dimostrata», dice l'avvocato Lottini riferendosi al dirigente della Questura che ha consentito l'incontro e al sottufficiale delle Volanti presente ieri davanti alla chiesa. Pochi minuti, quelli dell'incontro, che sono serviti a chiarirsi.
O quanto meno sono serviti al ragazzo per spiegarsi. «È un gesto che mitiga la gravità di quanto avvenuto - commenta il legale - e che testimonia il fatto che questo ragazzo ha una famiglia sana alle spalle». I generi alimentari e il sacco a pelo serviranno a rendere meno difficile la vita a questa donna, 55 anni, in cerca di una sistemazione più adeguata. L'episodio - per il quale è indagato un altro grossetano anche lui del 1994 - risale alla notte tra mercoledì e giovedì, alle 1,50 circa.
I due ragazzi (uno di loro ha già compiuto 17 anni) in sella a un ciclomotore non avevano trovato di meglio da fare che importunare la clochard. Un poliziotto ha sentito le grida e il ciclomotore che sgommava via, segnalando il fatto ai colleghi della Volante. Nel frattempo, la donna impaurita aveva raggiunto via Emilia, con lo scopo di far perdere le proprie tracce ai ragazzi, dopo aver cercato una cabina telefonica per chiedere aiuto.
Qui la donna camminava con il ciclomotore che la seguiva e avrebbe fatto finto di investirla. La donna si era nascosta prima nell'atrio di un palazzo e poi su un balconcino al piano rialzato. I due erano tornati al Sacro Cuore e avevano preso a calci il giaciglio che si era costruita. È proprio davanti al sagrato che l'equipaggio della polizia di stato ha trovato i due minorenni. Portati in Questura e denunciati, erano stati affidati ai rispettivi genitori.
Una delle due famiglie aveva minimizzato l'episodio, l'altra (quella del ragazzo che ha chiesto scusa) aveva invece stigmatizzato il gesto. I due sono stati denunciati alla Procura dei minori per minacce, disturbo del riposo e della quiete pubblica e anche per molestie. Nei prossimi giorni il sostituto procuratore fiorentino dovrà decidere la punizione per i due ragazzi, anche alla luce di quanto avvenuto ieri mattina sulle scale della basilica. Una punizione da valutare in chiave di rieducazione, visto che si tratta di sedicenni-diciassettenni. Ai quali viene offerta una chance per dare una svolta che cancelli definitivamente il loro comportamento.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
