Il dolore
Oggi il via ma Ascom critica un inizio così anticipato: la stagione non è affatto terminata, i negozianti si ritrovano beffati
«Saldi controproducenti: troppo presto»
Sara Landi
◗
SALDI Linterno di un negozio di intimo Ma ribassi e liquidazioni sono già cominciati, i clienti affezionati avvertiti per e-mail
3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Che i saldi... di inizio stagione abbiano inizio. Oggi è il grande giorno, non solo in Toscana, ma le associazioni di categoria, Ascom Confcommercio e Confesercenti, approvano solo a metà la novità della data unica. «E' un bene che per la prima volta si sia arrivati ad una data comune per tutti di inizio dei saldi - dichiara in una nota Ascom - ma se da un lato questo evita il pendolarismo dei consumatori fuori regione, dall'altro la scelta del primo sabato di luglio è un inizio talmente anticipato da risultare controproducente». Secondo l'Ascom «la stagione non è affatto al termine e i negozianti si ritrovano beffati dalla necessità di svalutare merce che non hanno fatto neppure in tempo a proporre in precedenza». Parole molto simili quelle usate da Confesercenti per evidenziare luci e ombre della delibera regionale che ha fissato per oggi, primo sabato di luglio, l'inizio dei saldi estivi. «La soluzione approvata privilegia la condivisione da parte delle regioni delle date d'inizio - scrive Confesercenti - Un risultato questo da apprezzare, ma che non compensa gli aspetti negativi di una partenza eccessivamente anticipata delle promozioni. Come da tempo sosteniamo i saldi troppo precoci drogano il mercato e penalizzano il settore, spingendo il consumatore a rinviare il momento degli acquisti». In tempi di budget sempre più ristretti è infatti ovvio che i consumatori programmino gli acquisti in modo da aspettare l'avvio dei saldi. Ma non sempre è così. La sensazione, facendo un giro in città, è che in sordina i saldi, o in qualunque modo li si vogliano chiamare, sono partiti già da tempo. Che siano ribassi o liquidazioni per rinnovo locali, al cliente finale poco importa: la sostanza è che riesce ad aggiudicarsi un vestito o un paio di sandali con lo sconto senza rischiare di aspettare i saldi e non trovare più l'assortimento per taglie, numeri, colori e modelli. Una sorta di anticipo mascherato in cui magari non si può spuntare il prezzo migliore o da vera occasione ma si ha la certezza di portare a casa il capo o l'oggetto che interessa. Non mancano i negozi che ai loro clienti affezionati (come sono ad esempio i titolari di fidelity card) mandano e-mail o sms per invitarli a passare in negozio prima dell'inizio dei saldi per un'anteprima a loro dedicata di ciò che potranno acquistare e scegliere con tutta calma. Proprio su questo paradosso tra partenza ufficiale e ufficiosa dei saldi interviene Vincenzo Donvito, il presidente dell'Aduc, una delle associazioni di difesa del consumatore operative in Italia, con una proposta forte che mette in discussione la formula stessa dei saldi. Altro che data unica o inizio troppo anticipato: secondo lui la questione è un'altra. «I saldi andrebbero aboliti del tutto - dichiara Donvito - Bisognerebbe consentire ai commercianti di fare sconti e promozioni quando e dove vogliono, magari in un contesto in cui gli orari di apertura dei negozi li possano decidere gli stessi esercenti». Secondo l'Aduc la "deregulation" in materia di orari e offerte promozionali sarebbe virtuosa per l'economia «e ne trarrebbero vantaggio la qualità e l'economicità dell'offerta commerciale stessa».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
