Il dolore
Gli uffici difendono il regolamento
◗
URBANISTICA Il dirigente Marco De Bianchi Il dirigente De Bianchi: «Correzioni? È la prassi»
3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Non è solo il capitolo di spesa più grosso nella lista degli incarichi esterni affidati dal Comune di Grosseto. Il Regolamento urbanistico è anche il protagonista più tormentato delle cronache degli ultimi tempi, attaccato da cittadini, professionisti e politici. E bombardato da una raffica di osservazioni che ha richiesto di arruolare un professionista esterno - l'ennesimo - per le correzioni. Oggi in sua difesa scende l'architetto Marco De Bianchi, dirigente del Settore comunale della "Gestione del territorio" che è la culla del Regolamento. Per chiarire tre punti: che la fase delle osservazioni esiste proprio per controllare e correggere, ed è iter normale; che nell'area del "Tiro con l'arco" non sorgerà nessun ghetto e nessun progetto definitivo; e che la trasparenza e correttezza del nostro operato non possono essere messe in discussione da nessuno. «L'adozione di uno strumento di pianificazione generale quale è il Regolamento urbanistico - spiega De Bianchi - porta sempre e naturalmente in dote tempi burocratici non brevi e un'inevitabile serie di errori materiali e di valutazioni da rivedere o approfondire. Come tutti i cittadini sanno bene, la fase delle osservazioni serve proprio, e non a caso, a individuare eventuali interventi e modifiche. A queste osservazioni l'amministrazione risponderà con le controdeduzioni, accogliendo o respingendo le richieste. Si tratta di un iter normale; basti ricordare che il piano regolatore adottato nel 1991 dovette far fronte a errori e adattamenti successivi attraverso molte varianti. La stessa struttura comunale rilevò diversi errori materiali attraverso sue osservazioni». «Oggi come ieri - prosegue De Bianchi - questa fase fa parte di qualunque iter procedurale urbanistico e in questi giorni gli uffici stanno nuovamente contribuendo positivamente a migliorare il Ru adottato. Da questo presupposto nasce la delibera dello scorso 21 giugno quale provvedimento ordinario che consente al consiglio comunale di apportare tutte le modifiche che seguiranno l'analisi delle osservazioni pervenute. E non posso non sottolineare che l'esame delle osservazioni ad uno strumento urbanistico generale certamente rappresenti attività straordinaria, sia per la mole del lavoro che per la qualità delle risposte che dovranno essere formulate. La soluzione più rapida e anche più economica, ma non proprio costruttiva e partecipativa, sarebbe quella di respingere tutte le osservazioni. La gara pubblica per individuare un professionista che ci aiuterà a rispondere, testimonia la volontà dell'amministrazione di fare presto e in maniera trasparente il suo lavoro». La seconda questione riguarda il cosiddetto "ciambellone" nell'area del "Tiro con l'arco". «Un'attenta lettura del Regolamento urbanistico - spiega De Bianchi - consentirebbe di comprendere come l'immagine in questione non rappresenti minimamente un progetto definitivo, che può piacere o meno, ma un'ipotesi di lavoro puramente indicativa e assoggettabile a tutte le modifiche del caso. Nella fase di approvazione del piano attuativo il consiglio comunale potrà varare un diverso assetto dell'area. Ancora più importante è chiarire che non si tratta comunque della previsione di un "ghetto", ma di un insediamento residenziale sociale che per natura di legge potrà prevedere alloggi convenzionati, o popolari, o residenze per giovani coppie fino a quelli di cosiddetto "housing sociale". Io stesso vivo in un quartiere popolare di quel tipo e non mi sento affatto "ghettizzato"; sarà l'amministrazione, con atti gestionali successivi alla approvazione del Regolamento Urbanistico, a decidere a quale casistica di "housing sociale" fornire risposta, anche in relazione alle risorse economiche disponibili». «Sono infine costretto a chiarire che non c'è stata mai e mai ci sarà alcuna volontà mia o del professor Gorelli di "privatizzare aree pubbliche" o di tutelare interessi di chicchessia. Questo è per me un punto di principio irrinunciabile».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
