Sicurezza
Gabbiano seviziato e rifiutato dall'Oasi Wwf
Il presidente del centro di Burano: «Non possiamo accogliere animali feriti»
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ORBETELLO. Lo ha strappato alle sevizie di un gruppo di bambini che lo avevano preso di mira con le loro pistole ad acqua e sperava di trovargli ricovero a "casa" di chi, della salvaguardia degli animali, ha fatto lo scopo della sua esistenza. Ma quando ha bussato alla porta dell'oasi Wwf di Burano, una signora di Porto Santo Stefano si è sentita rispondere che lì, per quel giovane gabbiano, non c'era posto. Tutto è iniziato mercoledì scorso al Giglio. «Dei bambini stavano torturando il povero gabbiano, ormai mezzo tramortito, nell'indifferenza generale in una spiaggia affollata - spiega -. L'ho raccolto, ho chiamato il Centro Recupero Animali Selvatici di Semproniano per chiedere come trattarlo e l'ho portato sulla terra ferma per affidarlo a mani esperte». Al Crase hanno dato disponibilità ad accogliere l'animale ma, calata la sera, la donna non ha potuto raggiungere Semproniano e si è rivolta all'oasi di Burano che, con il Crase, condivide la gestione Wwf. «Mi hanno detto che non potevano prendere il gabbiano perché lì ci sono dei bambini», racconta. E a niente è servito cercare all'oasi di Orbetello che era chiusa. Nel trambusto il gabbiano è scappato e se ne sono perse le tracce. «Come può un'associazione di tutela degli animali - si sfoga la donna - rifiutare di aiutare un gabbiano in quelle condizioni? Sono davvero indignata». Alla sua domanda risponde il responsabile dell'oasi di Burano, Fabio Cianchi. «Da circa otto anni non siamo più autorizzati ad accogliere animali feriti. In zona l'unico centro autorizzato è quello di Semproniano», spiega. Cianchi spiega anche che, a meno che non siano feriti, gli animali selvatici non vanno toccati. «Un animale solo, anche se cucciolo, non è per forza un animale abbandonato. I pulcini di rapace cadono naturalmente dal nido ma sanno dove arrampicarsi. Penso poi ai piccoli caprioli che, a volte, uomini mossi a compassione recuperano dal bosco. Non sono abbandonati: i genitori li lasciano soli durante il giorno e li nutrono la notte. Strapparli dal loro ambiente naturale significa togliere loro una parte di apprendimento indispensabile alla sopravvivenza». L'indicazione per tutti è telefonare a polizia provinciale (0564 455825) o protezione civile (0564 20000) per avere le indicazioni necessarie. F. F.
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