Trasporti
File interminabili alle poste tra malori e proteste
Francesca Ferri
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CODE. Alla Posta Ore in coda per fare una raccomandata al Casalone: «Situazione cronica»
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GROSSETO. Caos, ieri mattina, negli uffici postali di Grosseto e in particolare in quello di via Lazzeretti. Nel primo giorno del mese, quello in cui si riscuotono le pensioni, si è ripetuta l'odissea agli sportelli per i clienti con file interminabili, gente in coda fin fuori gli uffici, tabelloni che scorrevano a tempi di lumaca e anche qualche lieve malore. Alle Poste davanti al Casalone c'è chi è arrivato alle 8.30 di mattina e ha dovuto aspettare fino alle 12 meno un quarto per avere la pensione. Anche inviare una raccomandata, fare un vaglia o pagare la rata della spazzatura è costato ben oltre le due ore di attesa. Una cliente che ha staccato il numerino alle 9.15 dalla macchinetta per saldare la Tarsu ha potuto sbrigare le sue pratiche solo a mezzogiorno inoltrato. E, questa volta almeno, la colpa non sembrerebbe del sistema informatico che ha fatto dannare i clienti: il disagio, il 1º del mese, è cronico. «Cosa possiamo dire - spiega un signore sulla sessantina con un bollettino fra le mani - è sempre così. Io ho fatto il giro degli uffici della città e dappertutto le code arrivano in strada. Mi hanno detto che alle Poste sulla strada per Istia c'è un po' meno coda, vado a vedere». Chi non ha la macchina si rassegna. «Io abito in Gorarella - spiega una signora di 80 anni portati benissimo - e già arrivare qua a piedi, con questa strada e questo caldo, è un'impresa. Non mi resta che aspettare». La sala all'interno è gremita e qualcuno cerca una boccata d'ossigeno fuori, dove sono state portate alcune sedie. Una signora, appena uscita dall'ufficio con una cagnolina al guinzaglio, raccoglie da terra la ciotola d'acqua che si era portata dietro per dissetare l'animale. Dopo tre ore di attesa ha ritirato la pensione e si avvia verso casa. «Ormai lo so che per prendere la pensione ci metto tutta la mattinata - spiega - e così porto sempre dietro un po' d'acqua per Ketty». Intorno alle 12 negli altri uffici l'emergenza è rientrata; per quello al Casalone c'è voluto ancora un po' di tempo. Di pazienza, del resto, i clienti delle Poste sono ormai ben armati.
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