Il Tirreno

Grosseto

«Una carognata, ma robotica resta»

<b>SINDACO.</b> Emilio Bonifazi
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SINDACO. Emilio Bonifazi

La rabbia del sindaco Bonifazi: «Sparito il finanziamento Mps non per mancanza di fondi, ma per una precisa volontà politica»

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 GROSSETO. «Una carognata». Il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi teme che quanto sta avvenendo sul fronte della chirurgia robotica nell'area vasta della Toscana meridionale - nonostante le rassicurazioni della Regione - sia una manovra tesa a portare a Siena la principale eccellenza che la sanità grossetana ha saputo sviluppare negli ultimi dieci anni, con il contributo decisivo del professor Piercristoforo Giulianotti e della Fondazione del Mps che, però, guarda caso, proprio quest'anno ha chiuso i rubinetti «e non perché mancassero i fondi - dice il primo cittadino - ma credo che ci sia una scelta politica precisa».  Bonifazi fa notare che «a Siena vogliono la robotica e hanno acquistato un robot chirurgico che però è inutilizzato, perché servono le professionalità, mentre noi abbiamo il miglior allievo di Giulianotti, il dottor Coratti, oggi primario di chirurgia. E anche a Arezzo adesso hanno acquistato un robot chirurgico, ma la scuola di chirurgia robotica di Grosseto non si tocca».  Intanto, però, con i soldi della Fondazione Mps che sono venuti a mancare, «il direttore generale dell'Asl 9 Fausto Mariotti ha dovuto fare ricorso al bilancio dell'azienda per trovare i 3 milioni di euro necessari per aggiornare il robot del Misericordia» e i timori del sindaco sono alimentati anche dal fatto che qualche giorno fa la commissione regionale sanità ha confermato che la scuola di robotica potrà contare solo sul bilancio dell'azienda. O l'Asl9 ce la fa da sola, ma a spese di quali altri servizi viene da chiedersi, oppure Grosseto rischia di perderla.  Ma a preoccupare Bonifazi, come presidente della conferenza dei sindaci che riceve le telefonate preoccupate degli altri suoi colleghi che sentono parlare di ospedali minori a rischio, c'è anche il resto della riorganizzazione che l'Asl dovrà portare avanti. Se ci sono sprechi - sembra voler dire Bonifazi - li si vada a cercare, però, là dove sono veramente. E la sanità maremmana ha già dato. «Secondo le rilevazioni dell'Istituto Sant'Anna di Pisa è una realtà fra le più virtuose. La verità è che i soldi che arrivano dallo Stato alla Regione sono sempre meno». L'Asl9 riesce anche a far fronte ai maggiori costi che derivano dal dover garantire un'assistenza su un territorio vasto ma poco popolato, e anche dal punto di vista dell'ospedalizzazione i maremmani sono i "consumatori" di ospedalizzazione più virtuosi della Toscana «si cominci quindi a guardare anche dove l'offerta, tra pubblico e privato, è ridondante». Che, poi, gli ospedali periferici siano davvero fuori pericolo è da dimostrare. Pare di capire che dovranno esserne riviste le funzioni e che, magari, dovranno essere potenziati i pronti soccorso. Ma c'è anche tutta la riorganizzazione nell'ottica dell'area vasta che potrebbe creare fibrillazioni. Basti pensare che a fronte del pensionamento di 16 primari, erano partiti 11 concorsi, ma solo un paio sono arrivati a meta e per specializzazioni come medicina nucleare sarà costituito un dipartimento di area vasta con un solo primario a Siena. Potrebbe non essere l'unica realtà. (en.p.)

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