Il Tirreno

Grosseto

A Montegiovi è tutto chiuso e anche le donne che si occupano degli anziani se ne vanno

Un paesino senza... badanti

Un paesino senza... badanti

Rabbia fra gli abitanti: «Abbandonati dal Comune»

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 MONTEGIOVI. «Neppure le badanti vogliono abitare a Montegiovi. Fanno toccata e fuga, ci stanno qualche giorno e poi ti danno il benservito». A denunciarlo amaramente è un gruppo di signore di Montegiovi, una frazione di Castel del Piano, di circa 200 anime, in specie anziani.  Le signore mettono ancora una volta a fuoco la totale spoliazione di servizi commerciali che è avvenuta nel corso degli anni in uno dei più suggestivi borghi del Monte Amiata, dove, addirittura, la popolazione sta aumentando. «A Montegiovi - spiega una signora che fa da portavoce per le altre - non c'è un bar, un tabacchino, un posto dove comprare un gelato, un negozio di alimentari, una macelleria. Nulla. Molti dei nostri anziani hanno bisogno di badanti. Ebbene, le donne straniere non ci vogliono abitare qui. Il perché è presto detto. Non hanno un bar a cui appoggiarsi nei momenti di libertà. Se fumano, non c'è dove comprare sigarette o se ne hanno bisogno neppure le schede telefoniche. Per acquistare tutto ciò bisogna andare da Begname (una stazione di servizio sul Cipressino, ndc) o a Castel del Piano. Ma non ci sono neppure i pulmann per andarci. Esistono due corse, che, fra l'altro fermano agli Alberghi, cioè nella parte bassa di Montegiovi e bisogna fare un chilometro in salita per arrivare al paese. Il bus passa la mattina alle 7,20, arrivando da Grosseto e torna alle 13,30 da Castel del Piano».  Quindi la signora sottolinea che solo con l'automobile è possibile muoversi e tamponare le situazioni: «Bisogna avere l'auto. Ma noi, afferma, o non ne abbiamo, o non le guidiamo e chi ha i figli deve far fare loro da autista per portare le badanti nei paesi vicini o per comprare loro il necessario. A onor del vero, aggiunge, c'è il servizio navetta del comune, ma solo il mercoledì mattina. Così, quelle arrivano, stanno a Montegiovi un paio di mesi al massimo, poi trovano sistemazioni più comode per loro. Io stessa, afferma la signora, è da due mesi che sono in cerca di una badante, ma non riesco a trovarla. Tutte storcono la bocca, non appena vedono la situazione». Le signore sottolineano che il centro polifunzionale comunale di cui esiste la struttura e che è stato di recente messo "a gara", ancora non è stato aperto: «Sono tanti mesi ormai che se ne parla. Ci è cresciuta l'erba tutto intorno, ma di movimenti di aperture non se ne vedono. Ogni tanto, quando capita qualche turista sono gli stessi montegiovesi a portarli a casa propria per preparar loro un caffè». Dopo le rimostranze, a questo punto la signora chiede un contatto con il Comune: «Un tempo ogni tanto a Montegiovi veniva qualche amministratore a vedere la situazione. Ora ci sentiamo abbandonati. Ci frana pure la strada principale. Chiedo, dunque, al sindaco un incontro urgente fra amministratori e popolazione». E infine la stessa signora annuncia l'intenzione, se le acque non si muoveranno, di iniziare una raccolta di firme per chiedere a chi dirige il comune, l'apertura veloce del centro polifunzionale ("un bar per prendere un caffè, un punto di sale e tabacchi, un luogo in cui ritrovarsi") e anche un servizio navetta distribuito in più giorni e non in uno solo. «E' poco ma sarebbe forse sufficiente a convincere le badanti a rimanere a Montegiovi qualche mese in più». (f.b.)

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