Sicurezza
Lui, lei e l'altra: in tribunale a 80 anni
Fra.Go.
Mente al giudice per scagionare l'amante di un'intera vita
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GROSSETO. Lui, lei, l'altra. Un triangolo come tanti, non fosse che i protagonisti della vicenda che si sta consumando nelle aule del tribunale di Grosseto non siano più giovincelli ma quasi ottuagenari. La storia d'amore di una vita. Un amore così forte da spingere una donna di 78 anni a mentire al giudice e trovarsi così imputata in un processo per falsa testimonianza. Una storia che è cominciata, nelle aule del tribunale di Grosseto, tre anni fa quando una donna non più giovanissima ha chiesto la separazione dal marito che era venuto meno, secondo lei, al dovere di fedeltà e lealtà coniugale. La donna le prove le aveva trovate in casa: fotografie, cartoline, ricevute di alberghi. E aveva chiesto al giudice di ascoltare anche l'altra. Di farsi raccontare quei viaggi in Europa, quei fine settimana alle terme che aveva dovuto sopportare durante il suo matrimonio. L'altra, la donna che per una vita aveva dovuto fare a metà con la moglie di quell'uomo affascinante, in tribunale c'è andata ma ha raccontato che quella storia d'amore risaliva a tanto tempo prima. Al 1958, quando i due erano giovani e che quella storia era ripresa solo per una breve parentesi, quando l'uomo conteso si era separato dalla prima moglie. Poi, dopo il secondo matrimonio dell'amato, il rapporto era finito. La moglie tradita non ci ha pensato troppo su: assistita dall'avvocato Cecilia Dragotta, ha denunciato la rivale in amore presentando le prove di quel tradimento. In aula ha portato le fotografie della coppia, in costume quasi adamitico, alle terme. Foto che non risalivano agli anni '60, ma che ritraevano i due già in là con gli anni. Poi le cartoline e altre foto, quelle di un viaggio all'estero, in Olanda e Belgio. Scoperta la bugia, il pm ha chiesto il rinvio a giudizio della signora che con questa falsa testimonianza aveva cercato di rendere meno difficile la separazione dell'amato. Davanti al gup Pietro Molino, la donna, difesa dall'avvocato Simona Brizzi, ha ritrattato. Ha raccontato al giudice di aver fatto quei viaggi nel 1990 e nel 1991, quando l'uomo ancora non era convolato di nuovo a nozze, spiegando di non averlo ammesso al tribunale civile perché non aveva capito la domanda. Il giudice ha dichiarato la signora impunibile. Vale la ritrattazione, in questi casi. Ma l'avvocato Cecilia Dragotta, che assiste la parte civile, ha già chiesto al pm di impugnare la sentenza del giudice per l'udienza preliminare e oggi presenterà ricorso.
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